L’Orsa Amarena uccisa la seconda volta. Presente a Cesoli per “Milonia” lo stand della “Macelleria Leombruni”, colui che sparò alla Grande Orsa. Poco lontano quello del Pnalm

AVEZZANO – La vicenda che adiamo a commentare, più che a riportare, è di quelle che non si sa bene se ascrivere alla farsa, alla tragedia o alla commedia tragica.

A sfondo della vicenda la considerazione che, la si metta come si vuole, quanto è avvenuto nello scorso fine settimana a Cesoli in occasione della manifestazione “Milonia”, l’evento che mette insieme mele, miele e orsi, è un fatto, concreto, testimoniato, ma soprattutto, a dir poco, scandaloso.

Foto inequivocabili, infatti, mostrano che fra gli stand era presente quello della macelleria “Leombruni”, quella il cui titolare è Andrea Leombruni, ovvero l’imputato sotto processo davanti al Tribunale di Avezzano per l’uccisione della Orsa Amarena avvenuta tre anni or sono.

E dopo un processo che fra una eccezione procedurale, un errore di costituzioni, qualche problema di notifiche e quant’altro, stenta a decollare, ora ad offendere la memoria dell’Orsa Amarena, e ad ucciderla per la seconda volta, è arrivata questa bella pensata.

Possibile che a nessuno degli organizzatori la cosa sia apparsa quanto meno inopportuna? A peggiorare le cose, sempre che le foto non mentano, e siamo certi di no, c’è il fatto che poco distante dallo stand in questione, quello della macelleria, insomma, c’era quello del Pnalm, Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise che avrebbe dovuto protestare per primo contro la presenza di Leombruni, e che invece è stato lì per tutta la manifestazione.

Pnalm, lo ricordiamo, che è stato escluso dalla costituzione di parte civile contro Leombruni per un errore tecnico-formale, ma tant’è.

E bene ha fatto il Sindaco di Ortona dei Marsi, Giuseppe Buccella, nel cui territorio comunale Cesoli rientra, a prendere le distanze dalla manifestazione con le parole che riportiamo: “L’Amministrazione comunale di Ortona dei Marsi prende le distanze da quanto accaduto durante l’evento svoltosi nei giorni 10 e 11 ottobre presso la Pro Loco di Cesoli, esprimendo forte disappunto per una vicenda che, al di là degli accertamenti ancora necessari, solleva rilevanti questioni sotto il profilo etico e del rispetto della sensibilità della nostra comunità. Un’iniziativa dedicata alla promozione della natura, delle bellezze del territorio e dei nostri animali non può prescindere dalla memoria di quanto accaduto circa tre anni fa, un episodio che ha lasciato un segno profondo e che avrebbe richiesto, quantomeno, particolare attenzione, rispetto e sensibilità.

In questo contesto, la presenza di un banco della macelleria Leombruni e la scelta di affidare la fornitura dei pasti alla medesima attività rappresentano aspetti che l’Amministrazione ritiene quantomeno discutibili, proprio alla luce della natura dell’evento e della particolare sensibilità legata ai fatti richiamati. Pur non essendo possibile, allo stato attuale, formulare valutazioni definitive su una vicenda che richiede ulteriori chiarimenti, è necessario distinguere con chiarezza le responsabilità organizzative. Le scelte e le decisioni assunte dalla Pro Loco di Cesoli rientrano nella sua autonomia organizzativa e non sono automaticamente riconducibili al Comune. Il patrocinio comunale, concesso a sostegno di un’iniziativa finalizzata alla valorizzazione e allo sviluppo del territorio, non implica infatti la conoscenza preventiva né la condivisione di ogni singola scelta operativa compiuta dagli organizzatori. L’Amministrazione comunale ribadisce pertanto la propria estraneità alle decisioni contestate e prende formalmente le distanze da quanto accaduto”.

E ancor meglio ha fatto il Sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi che ha stigmatizzato il tutto, chiedendo così atti concreti e ben chiari: “l Sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi esprime forte indignazione per quanto riportato dal sindaco di Ortona dei Marsi, Giuseppe Buccella, riguardo alla manifestazione del 10 e 11 ottobre presso la Pro Loco di Cesoli.

Nel testo pubblico visionato, il sindaco segnala la presenza di un banco della macelleria Leombruni e la scelta di affidare alla medesima attività la fornitura dei pasti. L’amministrazione giudica queste decisioni discutibili e richiama la memoria del tragico episodio avvenuto circa tre anni fa: un riferimento che appare chiaramente rivolto all’uccisione dell’orsa Amarena.

Accogliamo la presa di distanza del sindaco. Ora, però, chiediamo che al disappunto seguano chiarimenti pubblici e impegni concreti.

In una manifestazione dedicata alla natura, al territorio e agli animali, le scelte commerciali e organizzative hanno un significato. La memoria di Amarena impone attenzione, rispetto e trasparenza. Gli animali non possono essere celebrati come simboli del territorio mentre la loro vita viene subordinata agli interessi economici.

Le fotografie portate alla nostra attenzione mostrano anche un banco con il nome e il simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Chiediamo pertanto di chiarire se tali immagini documentino la stessa manifestazione e quale fosse il ruolo dell’Ente Parco.

Il richiamo all’autonomia organizzativa della Pro Loco non esaurisce le domande sui rapporti con le istituzioni. Per questo chiediamo:

  • alla Pro Loco di Cesoli, di spiegare chi abbia deciso la partecipazione degli espositori e la fornitura dei pasti, con quali criteri e verifiche;
  • al Comune di Ortona dei Marsi, di rendere noti eventuali patrocini, contributi, concessioni di spazi o altre forme di sostegno all’evento, precisando il proprio coinvolgimento nella preparazione;
  • al PNALM, di chiarire l’eventuale partecipazione, l’utilizzo del proprio nome e simbolo e quali informazioni avesse sulle scelte organizzative;
  • a tutti i soggetti coinvolti, di indicare quali criteri adotteranno per garantire coerenza nelle manifestazioni future dedicate alla biodiversità e alla fauna.

Queste richieste riguardano scelte organizzative e responsabilità istituzionali. Non attribuiamo responsabilità penali a un’attività commerciale, ai suoi lavoratori o ai familiari sulla base di un’insegna: i rapporti rilevanti devono essere verificati e le responsabilità individuali accertate nelle sedi competenti.

La nostra posizione ecocentrica e antispecista riguarda ogni animale. Amarena merita memoria e giustizia; anche gli animali allevati e uccisi per diventare prodotti commerciali hanno un valore proprio, indipendente dalla loro utilità per l’essere umano. Chiediamo che gli eventi dedicati alla tutela della vita promuovano questa consapevolezza, anche attraverso proposte alimentari interamente vegetali.

La tutela della biodiversità deve orientare le decisioni, l’impiego delle risorse e le attività sostenute dalle istituzioni. Il Sindacato chiede risposte pubbliche e verificabili.

Amarena non può essere ridotta a un ricordo da evocare dopo una polemica. Il rispetto della sua vita deve tradursi in scelte”.

Noi, sommessamente, riteniamo che un atto concreto, ma mai troppo praticato in questo maledetto bel paese, sarebbe quello delle dimissioni di tutti coloro che hanno avuto a che fare con le scelte relative a Milonia o alla partecipazione ad essa; sarebbe utile per far capire di aver compreso di avere fortemente sbagliato.

Ma siamo certi che nessuno si dimetterà e abbandonerà nemmeno uno strapuntino sul quale è seduto. Ci si augura che almeno in loro sia prevalente e pensate il senso della vergogna.