Festival del Tratturo Magno, una VI Edizione dal respiro internazionale. Successo a Capestrano tra incontri, cultura e un Premio Letterario sempre più internazionale
CAPESTRANO – Una giornata per riscoprire la storia della transumanza, raccontare il patrimonio culturale dei territori e riflettere sulle opportunità che questo passato può offrire al futuro delle aree interne. Sabato 31 ottobre, il Castello Piccolomini di Capestrano ha ospitato il “Festival del Tratturo Magno”, manifestazione organizzata dall’Associazione Tratturo Magno 4.0, presieduta da Danilo Taddei, che ha riunito studiosi, istituzioni, autori e appassionati attorno a una delle più importanti testimonianze della civiltà agropastorale del Mezzogiorno.
Il filo conduttore della giornata è stato il valore di un’eredità che non appartiene soltanto alla memoria: i tratturi, per secoli vie di collegamento tra territori e comunità, custodiscono conoscenze, tradizioni, produzioni e modelli di economia che possono ancora offrire nuove prospettive di sviluppo culturale e sociale.
“L’evento è sempre più partecipato e sempre più bello, quest’anno arricchito anche da un tocco internazionale grazie a tre vincitori stranieri, un brasiliano, una moldava e uno spagnolo, che si sono aggiudicati i primi e secondi posti nelle diverse sezioni del premio.
Veniamo inoltre da un biennio che ci ha visto pubblicati sulla rivista internazionale dell’UNESCO. Siamo davvero contenti e soddisfatti: ogni anno registriamo una partecipazione sempre maggiore e questo ci dà una grande gioia, perché la cultura è il modo più bello per far conoscere il nostro Tratturo Magno”, ha sottolineato Danilo Taddei, Presidente dell’Associazione Tratturo Magno 4.0.




“Questo è un evento che parla della nostra storia e delle tradizioni più profonde dell’Abruzzo. Il Tratturo Magno rappresenta un tassello fondamentale della nostra identità: una via che ci lega ad altre terre e ad altre comunità, attraversando l’intera regione fino a raggiungere la Puglia”, afferma la consigliera regionale Maria Assunta Rossi. “Lungo questo cammino si sono intrecciate storie, culture ed esperienze che hanno lasciato un segno indelebile nei nostri territori. Premiare chi oggi sceglie di raccontarlo significa custodire la memoria, riscoprire le nostre radici e far conoscere questa grande storia, con l’impegno di tramandarla alle nuove generazioni”.
“Oggi, insieme all’associazione Tratturo Magno 4.0, abbiamo voluto ribadire l’importanza di rilanciare una prospettiva economica e imprenditoriale per il nostro territorio. Come Comune dell’Aquila abbiamo portato un contributo concreto approvando, dopo ben cinquant’anni di attesa, il Piano Quadro dei Tratturi: uno strumento urbanistico fondamentale che finora mancava”, ricorda l’assessore Francesco De Santis.
“Questo strumento consente di pianificare il futuro analizzando tutti i terreni rimasti liberi dall’espansione della città, con l’obiettivo di riqualificarli in chiave turistica e urbana, fino alla realizzazione di un vero e proprio monumento alla pastorizia, storico motore economico di queste terre. Basti pensare alla straordinaria ricchezza che il commercio della lana ha portato in questo territorio ai tempi della famiglia Medici: non dobbiamo più vergognarci delle nostre origini, ma rivalutare questa storia e darle una nuova centralità”.
Importante anche la presenza di Valerio Mele, Chief Operating Officer di Anas, a simboleggiare la vicinanza dell’Ente gestore della viabilità italiana al tema tratturale e relativa salvaguardia.
Presente anche Patrizio Schiazza, commissario del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, che ha evidenziato come occorra costruire un futuro per il Tratturo Magno. “È fondamentale rievocare e celebrare la nostra storia, ma lo è ancora di più costruire un futuro per il Tratturo Magno attraverso il recupero del sedime, laddove ancora possibile”, afferma.
“In questa direzione, il lavoro portato avanti dalla città dell’Aquila è di assoluto rilievo, inserendosi in un progetto interregionale capace di valorizzare la memoria antropologica e l’identità del territorio. Si tratta di un patrimonio che si sposa perfettamente con l’unicità del Gran Sasso, sia sotto il profilo naturalistico che per le sue ricchezze storico-architettoniche”.
La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali e con l’approfondimento dedicato al volume “Il Tratturo Magno. Da percorso antico della Transumanza a odierno cammino internazionale”; incontro coordinato dal professore dell’Università degli Studi dell’Aquila Luca Pezzuto. Al confronto hanno preso parte gli autori della pubblicazione: Alessandro Di Loreto, coordinatore dell’Associazione Tratturo Magno 4.0, Francesco Zullo, Giuseppe Carlone e Massimo Mastroiorio dell’Archivio di Stato di Foggia. Sono intervenuti inoltre Carmine Lopez e Giovanni Legnini.
Dal confronto sul volume è emersa l’importanza e necessità di una visione strategica del sistema Tratturale e dei tratturi Regi a partire dal “Magno”; il volume si pone anche come un Manifesto “Progetto” messo a disposizione del Governo Nazionale, delle 3 Regioni (Abruzzo, Molise, Puglia), 5 Province (L’Aquila, Pescara, Chieti, Campobasso, Foggia) e dei 50 comuni attraversati dal Tratturo Magno. Importante coinvolgere i diversi livelli di Governo (Stato, Regioni, Province , Comuni) del Territorio da subito, con l’impegno dei soggetti pubblici e privati e far partire anche per “lotti”, i “nuovi cammini dei pastori” sulle tracce antiche della transumanza.
Accanto all’approfondimento scientifico, spazio anche alla fotografia con la mostra L’Ultimo Pastore di Otmar Dresel, dedicata al mondo della pastorizia e ai suoi protagonisti.
La mattinata si è conclusa con la presentazione della III Antologia del Premio Letterario Tratturo Magno, che raccoglie le opere premiate nelle edizioni 2024 e 2025. La pubblicazione è stata curata dai rappresentanti dell’Associazione “Il Rovo” di Cagnano Varano, Ottavia Iarocci, Rita Pelusi e Teresa Maria Rauzino, a testimonianza anche del legame culturale tra le comunità abruzzesi e pugliesi.
Premio Letterario Internazionale Il Tratturo Magno
Nel pomeriggio, il Festival ha lasciato spazio alla cerimonia di premiazione della VI edizione del Premio Letterario Internazionale Il Tratturo Magno 2026. Il concorso, nato per valorizzare la memoria storica della transumanza e promuovere nuove riflessioni sul futuro dei territori, ha raccolto opere italiane e internazionali, confermando la propria apertura oltre i confini nazionali. Quattro le sezioni valutate: Poesia, Prosa, Saggi e Progetti. Un’articolazione che invita a raccontare il mondo della transumanza attraverso linguaggi diversi.
Per la sezione Poesia, il primo premio è stato assegnato a Nunzia Nista per “L’intagliatrice”, lirica dedicata al legame con il nonno pastore intagliatore e alla trasmissione dei saperi tra generazioni. Secondo posto per il brasiliano Igor Macedo con “Quello che passa – O que permanece”, in portoghese con testo a fronte in italiano. Terza classificata Valentina Panone con “Tempi in contrasto”. Menzione speciale a Francesco D’Angiò per “Tre nomi per il vento”.
Nella sezione Prosa, il primo premio è andato a Silvia Ursache-Brega, della Repubblica Moldava, per “Quelli che passano dopo la mezzanotte”, racconto in lingua rumena con testo a fronte in italiano, che attraverso un’ambientazione gotica affronta il tema delle radici familiari e del recupero delle conoscenze pastorali. Seconda classificata Mariangela Picucci con “L’eco della vita“, terzo Beniamino Pascale con “I pastori, le greggi, la transumanza, i tratturi, gli amori… io canto”. Le menzioni speciali sono state assegnate a Roberto Pagliara per “Fango, Bronzo e transumanza” e a Carmen Sarnataro per “Lì passava la vita”.
Il Premio Radici e Territorio è stato conferito a Rosetta Germano, imprenditrice e pastora di Castel del Monte, per “Il formaggio della Transumanza”. Figlia e nipote di pastori, Germano ha raccontato la propria esperienza, segnata da 28 anni di transumanza e dalla scelta di continuare a produrre pecorino con latte crudo, seguendo la ricetta tramandata dai suoi antenati.
Per la sezione Saggi, il primo riconoscimento è andato a Michele Eugenio Di Carlo con “Breve storia dell’economia lungo il Tratturo Magno e le vie erbose della Transumanza”, approfondimento sul ruolo storico ed economico dei tratturi, dalla Dogana della mena delle pecore alle prospettive contemporanee di valorizzazione. Secondo posto per Antonio Pio Porto con “L’Economia della Transumanza“. Il terzo premio non è stato assegnato.
La sezione Progetti ha premiato al primo posto Annarita Della Penna con “Trama Magna”, proposta per la valorizzazione della lana della transumanza attraverso una filiera integrata che coniuga tradizione, innovazione e sostenibilità. Secondo posto per Nunzio D’Alessio con “L’eco del Tratturo: Il Sangue e la Rima”, progetto audiovisivo dedicato alla tradizione poetica orale della transumanza. Terza classificata Giuseppina Riocci con “Parco – Museo sulla Transumanza”, proposta di un percorso museale immersivo integrato con tecnologie digitali e iniziative educative.
La cerimonia di premiazione è stata accompagnata dalle interpretazioni dell’attrice Tiziana Gioia. La giuria tecnica era composta da Rita Pelusi, Ottavia Iarocci, Teresa Maria Rauzino, Alessandro Di Loreto, Francesco Zullo e Francesco Vincitorio, mentre la giuria onoraria era formata da Alberto Sgambati, Carmine Lopez e Maria Carla Ciani.
A concludere l’incontro è stato il presidente dell’Associazione Tratturo Magno 4.0, Danilo Taddei, che ha ringraziato partecipanti e organizzatori, dando appuntamento alla prossima edizione del Premio, “un cammino che continua, come la transumanza, tra memoria e futuro”.
