Accusata di stalking ad Avezzano, revocate le misure cautelari: via anche il braccialetto elettronico
AVEZZANO — Svolta importante dal Tribunale di Avezzano nel procedimento a carico di una donna di 38 anni, finita nei mesi scorsi al centro di una delicata inchiesta per presunti atti persecutori (stalking). Con un provvedimento emesso il 20 ottobre 2026, il giudice ha disposto la revoca totale delle misure cautelari precedentemente applicate all’indagata, compresi il divieto di avvicinamento alle persone offese e il controllo a distanza tramite braccialetto elettronico.
La decisione segna una netta inversione di tendenza rispetto alla fase iniziale della vicenda, che aveva sollevato un notevole eco mediatico in città e nella Marsica.
La vicenda e i soggetti coinvolti
Il procedimento trae origine dalle accuse mosse nei confronti della 38enne da parte di un noto imprenditore di origine rumena, identificato dalle iniziali G.L., e di sua moglie A.L. La coppia, assistita dall’avvocato Roberto Verdecchia, aveva denunciato una serie di condotte vessatorie che avevano spinto l’autorità giudiziaria ad adottare, in un primo momento, rigide restrizioni personali per tutelare le parti lese.
All’esito di una rivalutazione complessiva del quadro probatorio, tuttavia, il Tribunale ha ritenuto che non sussistano più le condizioni per mantenere le misure restrittive, riconoscendo il venir meno delle esigenze cautelari che ne avevano giustificato l’adozione.
La strategia del collegio difensivo
Il provvedimento liberatorio arriva nel pieno di una rimodulazione della strategia difensiva. Alle cure dell’avvocato Romina Bellotta, che ha seguito l’assistita fin dalle primissime battute del procedimento, si sono recentemente affiancati i legali Serena Pisotta e Diego Spera.
Il pool difensivo punta ora a ribaltare la prospettiva accusatoria. L’obiettivo degli avvocati è far luce sull’intero contesto in cui sono maturati i fatti, scavando a fondo nei rapporti intercorsi tra i protagonisti della vicenda.
Una vicenda ancora da chiarire
Nonostante la revoca delle restrizioni rappresenti un risultato di grande rilievo per l’indagata — che potrà finalmente affrontare il prosieguo dell’iter giudiziario in stato di libertà —, il procedimento è tutt’altro che chiuso.
Le accuse originarie costituiscono soltanto una parte del mosaico che dovrà essere vagliato nelle successive sedi processuali. Gli inquirenti e la difesa dovranno approfondire una serie di circostanze e dinamiche personali rimaste finora in ombra.
Si apre dunque una nuova fase processuale, incentrata sulla ricostruzione puntuale degli avvenimenti, nella quale la successione dei fatti e i legami tra le parti potrebbero riservare ulteriori sviluppi.
