Aereo caduto a Fossa. I familiari di Maria Rita Vietri chiedono che vengano subito accertate tutte le eventuali responsabilità

L’AQUILA – Al suo amato nipotino di nove anni, con cui passava interi pomeriggi, non hanno ancora avuto il coraggio dire che la nonna non c’è più, incolpevole vittima di un incidente aereo successo l’11 settembre scorso. Né se la sono sentita di portarlo ai funerali, celebrati il 14 settembre nella chiesa di Santa Maria del Soccorso.

Maria Rta Vietri deceduta col pilota nello schianto dell’ultraleggero

Maria Rita Vietri, la sessantaquattrenne aquilana deceduta nello schianto dell’ultraleggero pilotato dall’amico e vice presiedente dell’Aeroclub dell’Aquila, Corrado Mancinelli, precipitato a poche centinaia di metri dall’avio-superficie tra Poggio Picenze e Fossa, di affetti ne ha lasciati tanti: oltre al nipote Lorenzo che accudiva spesso, i due figli Cristian e Luca avuti dall’ex marito, l’anziana mamma, cinque tra fratelli e sorelle.

Tutti chiedono di capire cosa sia successo e anche per questo, attraverso il consulente legale Mario Masciovecchio, si sono affidati a Studio3A-Valore, società specializzata livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, con la collaborazione dell’avv. Marco Bevilacqua, del foro di Chieti.

La signora Vietri, che aveva lavorato per tanti anni come dipendente del supermercato della Conad al centro commerciale L’Aquilone, e aveva deciso di restare a casa proprio per dedicarsi al nipote, non sapeva pilotare ma aveva sviluppato con gli anni la grande passione per il volo che coltivava assieme ad altri suoi hobbies.

I legali della famiglia Vietri: «Se si trattasse di guasto meccanico la vicenda prenderebbe una piega completamente diversa»

«I risultati degli esami istologici e tossicologici sui campioni prelevati durante l’autopsia al pilota, su Maria Rita Vietri non è stata disposta alcuna perizia autoptica, è stata compiuta solo una ricognizione cadaverica esterna – si legge in una nota della Valore – , potranno dare le prime indicazioni, chiarendo se Corrado Mancinelli possa essere rimasto vittima di un malore che gli ha impedito di governare il suo velivolo, con la conseguente perdita di quota, quella inconsueta manovra a “U” e lo schianto in posizione verticale, con la cabina conficcatasi nel terreno: la tesi dell’errore umano è remota, il settantenne vice presidente del club aveva maturato una lunga esperienza di volo». 

Se però si fosse trattato di un guasto tecnico, allora lo scenario cambierebbe totalmente e andrebbero ricercate tutte le responsabilità.

I congiunti di Maria Rita Vietri attendono con ansia i risultati del lavoro del super-esperto nominato dal Pubblico Ministero della procura dell’Aquila dott. Stefano Gallo, il quale, com’è noto, ha aperto un procedimento penale, al momento contro ignoti, e ha affidato all’ex pilota militare, ex comandante Alitalia e istruttore di volo Sergio Maron, vicentino, l’incarico di ricostruire la dinamica, le cause e quindi le eventuali responsabilità dell’accaduto.

«Studio3A-Valore – conclude la nota –  con l’avv. Bevilacqua sta monitorando il lavoro dell’autorità giudiziaria ed è pronto a mettere a disposizione un proprio consulente tecnico per i propri assistiti nel caso in cui il Sostituto Procuratore volesse procedere ad una consulenza tecnica estesa anche alle parti».

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