Dalla violenza di genere alle aggressioni giovanili: ad Avezzano lo sportello d’ascolto si amplia. Ecco come contattare il servizio gratuito e anonimo
AVEZZANO – Ancora un femminicidio tinge di rosso, il colore del sangue, le pagine grigie dei quotidiani. Questa volta il brutale fatto di cronaca ha toccato la Marsica, sconvolgendo istituzioni e opinione pubblica. Le notizie che si rincorrono su scala locale e nazionale sono oramai un chiaro segnale che la violenza contro le donne ha assunto i tratti di una grave emergenza sociale contro la quale l’amministrazione comunale di Avezzano, con coraggio e responsabilità, ha scelto di agire in via preventiva nei confronti di chi mette in atto maltrattamenti che, spesso, sfociano in omicidi.
Con questo nobile obiettivo due anni fa è nato lo sportello per gli uomini maltrattanti con il sostegno della Caritas Diocesana. Uno spazio di ascolto dove uomini che sentono di essere aggressivi, di non riuscire a reprimere la rabbia, di non riuscire a guardare gli altri se non con violenza, possono, prima che sia troppo tardi, cioè prima del verificarsi del reato, chiedere aiuto. Il servizio è gestito da una figura esperta in grado di affiancare l’uomo maltrattante in un percorso personale di crescita e rinascita per recuperare la fiducia in se stesso e negli altri e per migliorare relazioni e rapporti con particolare riguardo alla figura femminile.
“Chi ha bisogno può chiedere, noi ci siamo. Accogliamo tutti e non giudichiamo nessuno”. Così lo psicologo e psicoterapeuta dello sportello Massimo De Santis si rivolge a tutti coloro che sentono di avere problemi nella gestione della rabbia. “Si tratta di uno spazio di ascolto in cui è garantito l’anonimato e non si viene giudicati”, spiega De Santis, “c’è un’accoglienza che permette di elaborare i propri vissuti. Gli approcci sono molteplici, così come le richieste: da chi prova disagio a rapportarsi con l’universo femminile alle dinamiche delle relazioni di coppia. Le persone che si rivolgono allo sportello ne traggono beneficio, perché rimettono in discussione alcuni elementi compresi quelli che hanno scatenato i comportamenti violenti. Il servizio”, prosegue lo psicologo e psicoterapeuta, “serve per restituire significato al proprio percorso di vita nella gestione delle frustrazioni e della rabbia connesse ad insoddisfazione. A due anni dall’apertura dello sportello abbiamo scelto di ampliare il servizio a tutte le forme di violenza per arrivare a tutte le fasce di popolazione”.
L’iniziativa dello “Sportello per uomini maltrattanti”, tra i pochissimi in Italia, ha ricevuto parole di elogio anche dalla nota criminologa Roberta Bruzzone nel corso di un intervento al Teatro dei Marsi di Avezzano.
Per contattare lo sportello è possibile scrivere a uominimaltrattanti@comune.avezzano.aq.it. E’’ bene ricordare che si tratta di un servizio di “ascolto protetto” e completamente gratuito”.
Lo sportello è nato nell’ambito del progetto “Comunità coesa, città più sicura” fortemente voluto dal sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, con il prezioso supporto del prefetto a riposo Amalia Di Ruocco. Il progetto muove i suoi primi passi nel 2023 con l’obiettivo di rafforzare la coesione sociale, la comunità educante, la cultura della legalità e della sicurezza intesa anche quale benessere relazionale, responsabilità condivisa e capacità della comunità di prevenire e affrontare le situazioni di disagio.
I recenti fatti di cronaca sugli assalti dei “maranza” protagonisti dei gravissimi noti episodi hanno spinto la coordinatrice del progetto ad allargare il servizio dello sportello ad ogni forma di violenza. Lo sportello uomini maltrattanti si trasforma così da spazio per la violenza di genere a spazio per la violenza in genere.
“Negli ultimi tempi stiamo assistendo ad una recrudescenza di ogni forma di violenza specie da parte dei giovanissimi molto influenzati, manipolati ed eccitati dai social, dall’uso dei coltelli alle aggressioni, a finire alle forme di devastazione e saccheggio dei giorni scorsi”, avverte il prefetto Di Ruocco. “Le cause possono essere le più diverse: fattori neurologici, psicologici, familiari e sociali. Abbiamo pertanto pensato di estendere il nostro servizio ad ogni forma di violenza, non solo quindi di genere. Ci rivolgiamo agli adulti, genitori e insegnanti, per leggere i segnali che figli e studenti mandano prima che sia troppo tardi a chiedere aiuto al nostro sportello. E poiché le emozioni che non riescono ad essere pensate, né dette diventano emozioni furiose, ricordiamo che da gennaio riprenderanno nelle scuole della città i corsi per docenti e studenti volti ad allenare le capacità dell’intelligenza emozionale. Alleneremo l’ottimismo, la consapevolezza di sé, l’empatia, la gestione dei conflitti e tutte le capacità innate e allenabili per vivere bene con se stessi e con gli altri”.
COMUNICATO STAMPA
