Giustizia riparativa e libertà: a Pescara si discute il progetto “Liberi Tutti: Senza Sbarre”

(foto tratta dal sito www.usi.ch/it/)

PESCARA – Sostituire la cultura della detenzione punitiva con quella della giustizia riparativa, ripensando il concetto stesso di carcere e rimettendo al centro il lavoro, la dignità e la comunità. Sarà questo il tema portante dell’incontro aperto al pubblico previsto per la mattinata di domani, mercoledì 28 ottobre, a partire dalle ore 10:30, presso la sala consiliare del Comune di Pescara.

L’evento rappresenta il momento centrale di presentazione di “Liberi Tutti”, iniziativa promossa da Csv Abruzzo Ets e Parallelo 42 contemporary art. Il progetto si avvale del contributo di novanta autori di calibro internazionale che hanno analizzato il concetto di libertà e di rispetto delle regole attraverso svariate lenti disciplinari: dall’arte alle neuroscienze, passando per l’architettura, la fisica e l’economia.

Un approccio multidisciplinare alla libertà

La giornata prenderà il via con i saluti istituzionali del sindaco di Pescara, Carlo Masci, e con l’introduzione dei curatori: Casto Di Bonaventura, presidente del Csv Abruzzo Ets, e Mariantonietta Firmani, ideatrice di Liberi tutti.

Firmani sottolineerà come l’accettazione della complessità sia un patrimonio irrinunciabile per costruire una maggiore consapevolezza individuale e collettiva. Il dibattito conclusivo, previsto per le 12:00, sarà moderato dal filosofo e docente Pierluigi Pavone (Ateneo Pontificio Regina Apostolorum), chiamato a sintetizzare i diversi spunti emersi nel corso della mattinata.

Dal modello punitivo alla giustizia riparativa

Il cuore del confronto verterà sull’esperienza di “Senza Sbarre” e della comunità socio-lavorativa “A mano libera”, realtà impegnate nel superamento di un modello carcerario basato sulla mera segregazione — una visione vecchia di oltre due secoli che l’esperienza dimostra non funzionare da deterrente per la criminalità.

Su queste basi si innesteranno gli interventi di due dei protagonisti principali del progetto:

  • Don Riccardo Agresti, direttore generale di Senza Sbarre;
  • Gian Nicola Sinisi, magistrato e presidente dell’associazione Senza Sbarre.

Entrambi racconteranno l’impatto concreto di un modello in cui il lavoro torna a essere strumento di realizzazione personale e inclusione sociale, nel solco dei principi di ascolto, accoglienza e perdono.

Economia civile e tessuto sociale

L’incontro spazierà anche sui temi della sostenibilità economica e delle organizzazioni di comunità:

  • Marcello Signorelli, economista ed ex presidente EACE, illustrerà la necessità di virare verso un’economia civile. Un cambio di paradigma urgente per contrastare le disuguaglianze generate da meccanismi finanziari che concentrano la ricchezza nelle mani di pochi.
  • Annamaria Raciti, direttrice dell’UDEPE di Pescara, insieme a Casto Di Bonaventura, analizzerà il ruolo delle istituzioni penitenziarie esterne e del terzo settore nella costruzione di una rete comunitaria solida ed emancipativa.

«Di fronte a una società che sceglie ciò che è sicuro, che conviene ed è vantaggioso, c’è sempre qualcuno che sceglie la giustizia, la legalità, l’amore, l’impegno per gli altri, sapendo di correre rischi.»

— Mons. Leonardo Sapienza (dalla prefazione al libro Una vita senza sbarre di G. N. Sinisi)