Il Cammino tra cinema e realtà: The Way e Buen Camino illustrati da Valentino Pisegna
Il confronto tra Buen Camino e Il cammino per Santiago (The Way), il film diretto da Emilio Estevez nel 2010, è quasi inevitabile. Entrambe le pellicole hanno come sfondo il Cammino di Santiago, ma lo raccontano attraverso linguaggi e prospettive differenti.
Per Valentino Pisegna, divulgatore del Cammino di Santiago e delegato per l’Abruzzo della Confraternita di Santiago di Compostella, «non si tratta di stabilire quale film sia migliore, ma di comprenderne gli obiettivi. The Way, con Martin Sheen, propone un racconto intimo e contemplativo: il pellegrinaggio diventa un percorso di rinascita personale, nel quale trovano spazio silenzi, incontri e riflessione. Buen Camino, invece, utilizza il Cammino come scenario di una commedia popolare, affidandosi all’ironia e al linguaggio di Checco Zalone per raggiungere un pubblico molto più ampio».
«Estevez racconta il Cammino a chi è già disposto a mettersi in ascolto – osserva Pisegna – mentre Zalone può portarlo nelle case di persone che probabilmente non si sarebbero mai avvicinate a questo mondo. È un linguaggio diverso, ma proprio per questo può raggiungere un pubblico enorme».

Secondo il divulgatore, il valore del nuovo film sta anche nella possibilità di avvicinare al Cammino un pubblico giovane e curioso. Il cinema, sottolinea, non deve necessariamente riprodurre fedelmente l’esperienza del pellegrinaggio: «Se, uscendo dalla sala, qualcuno decide di informarsi sul Cammino o addirittura di partire, il film ha già raggiunto uno dei suoi obiettivi».
La grande popolarità, però, porta con sé anche qualche interrogativo. Come già accaduto con il libro di Paulo Coelho e con The Way, precisa, un film capace di influenzare milioni di spettatori può contribuire ad aumentare il numero dei pellegrini e trasformare la percezione del Cammino. «Un successo di queste dimensioni può alimentare un turismo di massa che ha poco a che vedere con lo spirito originario del pellegrinaggio», avverte Pisegna.
Il fenomeno, tuttavia, non va letto soltanto in chiave negativa. Molti possono iniziare il Cammino per curiosità, dopo aver visto un film o un contenuto sui social, e scoprire durante il viaggio motivazioni completamente diverse. «Il Cammino mette tutti sullo stesso piano e spesso cambia il senso del viaggio strada facendo», spiega.
Per il cav. Pisegna, dunque, The Way e Buen Camino non sono opere concorrenti, ma complementari: «il film di Estevez ha contribuito a costruire l’immaginario contemporaneo del pellegrinaggio, mentre quello di Zalone potrebbe aprire una nuova fase di popolarità. La vera sfida sarà trasformare questa attenzione in un’occasione per far conoscere non soltanto la destinazione, ma anche il significato più autentico del Cammino: un’esperienza di incontro, essenzialità e trasformazione personale».
