“Silenzio della sera” – (Una riflessione nel segreto d’uno scriptorium…)

C’è silenzio nelle strade, un silenzio quasi assordante…Eppure sembra di ascoltare un tumulto, come il rumore del rombo della tempesta, dell’infuriare dei marosi…Eppure ti guardi intorno e non vedi nessuno…
Poi, in un momento unico, scopri che è il rumore delle tastiere, delle frasi scritte nell’etere e del grande clamore e clangore della rete che sembra un turbinoso oceano in tempesta…Si dice tutto ed il suo contrario, ma alla fine c’è da chiedersi se tutto ciò “…abbia un qualche significato, più d’uno o nessuno…”E’ calata di nuovo la sera con il suo silenzio ulteriore.Il mondo è cambiato o sta cambiando?Forse è solo tutta una grande illusione, una immensa telefonata che parla del mondo senza definirne bene i contorni… “Un centone un carme a figura…”, oppure è solo l’eco del vento che scivola nelle strade vuote.Una folata improvvisa, entrata chissà come, spegne le candele dinanzi ad un altare, ma le preghiere che le accompagnavano son già volate lassù nei cieli oltre i cieli…Un giornale abbandonato vola via, un cane frettolosamente attraversa la piazza vuota.La fontana sprizza i suoi getti colorati per un pubblico che non c’è.Una campana rintocca lontana.I negozi han le luci spente nemmanco fosse notte inoltrata.Il silenzio grava sulla Città vuota e inerte.
Cos’è mai la bellezza se nessuno la guarda?A che serve il paesaggio metafisico se non c’è chi lo anima?
“Esse si perceptum”! Se nessuno vede, se nessuno percepisce allora nulla esiste e la realtà della Città cade nel nulla ed ognuno vive nel suo microcosmo, ovvero un’altra realtà!
Niccolò da Cusa tace: la verità non grida più nelle piazze perché nessuno può ascoltarla!Resta solo il brusio confuso di quei piccoli oggetti che ciascuno ha in tasca e che raccontano di un’altra realtà, virtuale, eterea e che, purtroppo, contiene tante, troppe menzogne!
Il silenzio pesa, le luci sembrano spegnersi svanire, non si sa più neppure di cosa si parli, di cosa si possa aver parlato quest’oggi perché il mondo non sappiamo più come sia fatto, chiusi come siamo nel bozzolo della incerta paura…
Eppure, da qualche parte, un lucignolo rosso arde di speranza ed una bandiera, che nessuno però vede, garrisce nel vento che si è levato!
Forse ci vorrebbe l’acqua dal cielo a lavar via il malanno, l’assurda peste che è calata sul mondo…
Chissà quando verrà la pioggia da un cielo dimenticato?

Risultato immagini per lo scriptorium de il nome della rosa foto

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