Soccorso sul Gran Sasso: la “freccia umana” degli juniores del Club Alpino Italiano guida l’elicottero verso l’escursionista ferito

L’AQUILA – Si è concluso con un intervento tempestivo e risolutivo l’incidente avvenuto il 26 settembre ai piedi del Corno Grande, sul Gran Sasso, durante un’escursione organizzata dal Club Alpino Italiano nell’ambito della Settimana Nazionale dell’Escursionismo in Abruzzo.

Un giovane escursionista è rimasto ferito al volto mentre percorreva con il gruppo l’itinerario ad anello di Campo Pericoli. Durante il rientro, un sasso si è staccato dall’alto e lo ha colpito alla testa, provocandogli una ferita allo zigomo e la frattura del naso.

Secondo quanto ricostruito, il distacco del sasso sarebbe stato provocato dal passaggio di un camoscio. La pietra ha colpito Paolo, giovane della sezione CAI di Pescara.

Vista la natura impervia della zona e la necessità di prestare rapidamente soccorso, è stato richiesto l’intervento del Soccorso Alpino. Le operazioni di comunicazione e coordinamento non sono state però semplici, anche a causa della scarsa copertura telefonica presente nell’area.

A mantenere i contatti con i soccorritori è stato il direttore dell’escursione, in collegamento con Carmine Nobile, referente degli Juniores della Campania, che nel frattempo era rimasto accanto al ferito insieme a un medico e a un altro giovane escursionista.

A complicare ulteriormente le operazioni è stata la scarsa visibilità dall’alto. Il ferito e le persone che lo stavano assistendo si trovavano infatti in una zona d’ombra. Inoltre, la presenza di numerosi gruppi impegnati nelle escursioni sui sentieri della stessa area rendeva difficile per l’equipaggio dell’elicottero individuare con precisione il punto dell’incidente.

L’elicottero, inizialmente, si stava dirigendo verso il raggruppamento più numeroso.

È stato allora che Rita Ceci, direttrice dell’uscita del vicino gruppo Juniores, ha avuto un’intuizione semplice quanto efficace: disporre i ragazzi sul terreno fino a formare una grande freccia umana, in modo da indicare chiaramente dall’alto la direzione verso cui dirigere l’elicottero.

L’idea si è rivelata determinante.

«L’elicottero è stato così prontamente indirizzato verso di noi – spiega Carmine Nobile –. Il tecnico è stato calato con il verricello e il ferito è stato evacuato rapidamente con il triangolo. Sicuramente l’intuizione di Rita è stata di grande utilità. È stato bello riuscire a lavorare di squadra per risolvere nel più breve tempo possibile una situazione complessa, mettendo a frutto tutte le competenze che abbiamo imparato in questi anni».

Grazie alla segnalazione realizzata dai ragazzi, l’equipaggio ha potuto localizzare rapidamente l’area dell’incidente e procedere al recupero dell’escursionista, successivamente trasportato all’ospedale di Pescara per le cure necessarie.

L’episodio, avvenuto in una giornata particolarmente complessa dal punto di vista logistico, con numerosi gruppi impegnati nelle escursioni sul Gran Sasso, si è concluso con l’affidamento del giovane alle cure dei sanitari.

Ma l’intervento ha lasciato anche un insegnamento importante: in situazioni di emergenza, soprattutto in ambienti difficili e con comunicazioni e visibilità limitate, la capacità di collaborare, comunicare in modo chiaro e mettere in campo le proprie competenze può fare la differenza e contribuire a rendere più rapide ed efficaci le operazioni di soccorso.