“Transumante”: una poesia di Maria Assunta Oddi per l’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori

LUCO DEI MARSI – Durante la riunione plenaria tenutasi il 28 gennaio 2022, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, accogliendo la proposta della Mongolia e di altri 60 stati, ha dichiarato il 2026 Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori.

Ciò  riflette l’importanza del ruolo che la salute dei pascoli riveste  nella creazione di un ambiente sostenibile, sulla crescita economica e sulla resilienza alla sussistenza per le comunità di tutto il mondo. Per tutto l’anno, la F.A.O., in collaborazione con l’O.N.U., lavorerà per la promozione dello sviluppo pastorale nell’ambito dell’obiettivo generale dei cosiddetti  “Quattro Migliori”: migliore produzione-migliore nutrizione-migliore ambiente e una vita migliore, senza lasciare indietro nessuno.

Anche nella nostra terra d’Abruzzo, da secoli legata al mondo agro pastorale nel Regno di Napoli, la riscoperta e valorizzazione del “Tratturo Magno” lungo 244 Km, che parte dalla Basilica di Collemaggio di L’Aquila, costruita grazie ai proventi ricavati dai lanari, come sostenne egregiamente il Docente universitario Alessandro Clementi, e arriva a Foggia la transumanza potrebbe essere  fonte di sviluppo sostenibile.

In tal senso “IL Tratturo Magno 4.0”, Associazione di imprese per la rigenerazione del territorio, in collaborazione con il Gruppo Letterario il Rovo e con la Pro Loco di Cagnano Varano (Foggia), promuove l’identità valoriale dei nostri avi, tramite la scrittura creativa indicendo concorsi artistici e letterari con un respiro internazionale.

A voi la poesia “Transumante” di Maria Assunta Oddi.

Transumante.

Lontano dal fragore moderno di pianto e guerre

girovagando tra l’erba e i selvatici fiori

metà pirata e metà artista il cuore del pastore

vibra come coriacea foglia di quercia

al vento fresco dell’alba d’oro.

Vestito di quell’onda di luce rosata

sogna abbondanza di agnelli e latte

mentre da un ramo di rovo ascolta

con stupore infantile l’energia vitale:

canto di cardello su briciole d’azzurro.

Germina ricordi  il sostare silente tra

sembianze care e stagioni d’amore

tra feroci addii e sereni ritorni.

Scorci di vita trascorsa tenuti a memoria

come antichi versi d’arcadia

si vestono di polvere tra passi e trapassi.

Nel  suo cammino consuma la vicenda umana

attimi di felicità sotto il cielo chiaro

riflessi sull’acqua cerula dei montani rivi

in corsa con le nubi verso il mare.