“Zittita!” di Monica Pelliccione apre il Festival di Monza nel segno della lotta alla violenza sulle donne
L’AQUILA – Zittita, il Melologo della scrittrice e giornalista abruzzese, Monica Pelliccione, approda al Festival di Monza. L’opera contro la violenza sulle donne aprirà, il 15 ottobre prossimo, al Teatro di corte di Villa Reale, la VII edizione del Festival poesia e arti di Monza. La tre giorni dal titolo “Rompere il silenzio”, dedicata alla prevenzione e al contrasto alla violenza sulle donne, con la direzione artistica di Antonetta Carrabs ed Elisabetta Motta, è promossa dalla Casa della poesia, con il patrocinio del Comune di Monza, della Reggia Monza, del Parco letterario Regina Margherita, del Parco regionale Valle del Lambro, dell’associazione I parchi letterari e del Festival di poesia e arte di Monza.
Il Melologo Zittita, tratto dall’opera di Pelliccione, con l’adattamento e la regia di Rossella Spinosa e Sonia Grandis, è andato in scena in diversi teatri italiani: dopo debutto in prima nazionale, il 19 novembre 2022, alla Pinacoteca Civica di Como nell’ambito del Festival del Melologo, e diverse repliche nei teatri della zona, l’opera e’ stata rappresentata a Sondrio, all’Aquila, nel 2023, nell’ambito di una manifestazione dedicata a Giulia Cecchettin, a Milano, il 24 febbraio di quest’anno, al Festival di musica contemporanea degli amici del Loggione del Teatro della Scala e a Cecina, il 17 maggio scorso, al palazzetto dei congressi per la rassegna “Note al Meriggio”.
Il testo, che ha ricevuto importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, tratteggia i contorni di un capo-padrone, animato da smani di possesso e sete di dominio, che fa proprio il ricatto morale per alimentare la nevrosi del suo ego, forte della posizione di predominio che riveste. un testo che pone lo sguardo sul mondo femminile, rappresentato in tutta la sua fragilità, in antitesi alla forza che deriva dai soprusi subìti nella sfera sentimentale, come in ambito professionale. Il titolo è emblematico di una condizione di inferiorità sociale che, nonostante le battaglie di rivendicazione dei diritti e posizioni nella scala gerarchica, caratterizza ancora il mondo del lavoro e condiziona i rapporti interpersonali tra uomo e donna.
Il racconto si snoda sulla traccia di una narrazione cruda, intrisa di violenza e soprusi, perpetrati in modo subdolo e meschino tra le mura di un ufficio: un’opera fuori dalle righe, incisiva ed efficace nella sintesi di un dramma che si tramuta in violenza psicologica e in un esercizio improprio del potere, tipico di una certa gerarchia maschilista.
Monica Pelliccione, giornalista, scrittrice e saggista, è nata all’Aquila il 30 aprile 1973. Storica firma del quotidiano Il Centro, ha collaborato con numerose testate nazionali quali Repubblica, Kataweb ed è stata corrispondente dall’Abruzzo dell’Agenzia giornalistica Italia. Autrice di dieci libri, per la sua intensa attività letteraria ha ricevuto più di 70 premi nazionali e internazionali. È socio onorario dell’Accademia letteraria Raffaele Viviani di Napoli, Ambasciatrice agli Stati presso la Repubblica italiana della Universum International Accademy Switzerland, Consigliere del Comitato tecnico-scientifico del Cammino Europeo di Margherita d’Austria e membro di giuria del Concorso internazionale di letteratura Uniti per la legalità. È stata insignita di due premi alla carriera: The Gran Award to Excellence – Premio alle eccellenze europee 2024 e Premio Leone d’oro alato San Marco di Venezia alle eccellenze europee 2025. Nel 2026 ha ricevuto il Premio Onore Italiano dall’Istituto per la cultura italiana e dal Comitato internazionale cooperazione e sviluppo. Nel ricco repertorio di saggi e testi narrativi ha affrontato anche il tema della violenza fisica e psicologica sulle donne. L’opera letteraria “Zittita!”, incentrata sui soprusi ai danni dell’universo femminile, è stata musicata e rappresentata, in forma di Melologo, in diversi teatri italiani.
Rossella Spinosa si diploma in pianoforte, clavicembalo, composizione e si laurea in Legge e Musicologia. Rossella suona in sale come Carnegie Hall di New York, Italian Bunka Kaikan di Tokyo, Accademia Liszt di Budapest etc., ed esegue molte opere nuove a lei stessa dedicate, in Europa, Canada, Stati Uniti, Russia, Sud America, Corea e Giappone. Rossella collabora per anni con il Premio Oscar, Luis Bacalov; scrive opere per orchestra, per la lirica ed il teatro, commissionate ed eseguite da Kyev Camerata, I Pomeriggi Musicali, Orchestra da Camera di Lugano, Orchestra Cantelli, Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, Orchestra da Camera Fiorentina, Orchestra Camerata Jeon Nam di Seoul, Orchestra Filarmonica di Lomza, Orchestra del Governatorato di San Pietroburgo etc. Compone le musiche per oltre 100 pellicole di cinema muto; Rossella col suo cd monografico (Stradivarius), è unico nome italiano tra le 10 migliori produzioni di musica d’oggi del Decennio 2011-2020 (Il Manifesto). Cineteca Umanitaria ha dedicato a Rossella un’intera collana con le sue musiche per il cinema muto.
Sonia Grandis, attrice e regista, si diploma sotto la guida di Ernesto Calindri all’Accademia dei Filodrammatici di Milano con medaglia d’oro e si laurea in Storia del Teatro all’Università Cattolica con una tesi sulla spettacolarità barocca segnalata al Premio Ludovico Zorzi. Ha debuttato con Post Hamlet di G. Testori. Ha lavorato in teatro, radio e televisione. Si occupa di teatro musicale in varie forme, oltre che come regista, come attrice in performance con ensemble di musica contemporanea. Vincitrice del concorso a cattedre per titoli e esami è docente in ruolo dal 1992. Come referente del Laboratorio Cantarinscena del Conservatorio Verdi nel 2013 ha curato la regia de La Bella dormente nel bosco di O. Respighi al Teatro Rubinstein di San Pietroburgo e alla Sala Verdi di Milano, direttore Marco Pace. Ha ideato e codirige il festival MITOMANIA, conversazioni interculturali sul mito, a Ragusa Ibla.
