Vertenza LFoundry: il nuovo piano sulla pelle di 1.100 famiglie. L’ombra dei licenziamenti e l’invisibilità dei 90 somministrati

AVEZZANO – C’è un cauto spiraglio di luce al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ma il prezzo dell’incertezza pesa ancora sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici del sito microelettronico di Avezzano.

Nel corso dell’atteso tavolo d’emergenza tenutosi a Roma tra il Mimit, la nuova dirigenza LFoundry e il nuovo Ceo del gruppo proprietario Sparc, è stato presentato un aggiornamento del piano industriale volto a superare la mono-committenza e a diversificare la produzione. Tuttavia, dietro le dichiarazioni di facciata e le promesse di rilancio, rimangono nodi occupazionali drammatici e interrogativi strutturali non ancora risolti.

Al termine del vertice, la Fiom-Cgil (Nazionale, Provinciale dell’Aquila e Rsu) ha espresso un giudizio fortemente interlocutorio, accogliendo con favore il cambio di approccio ma mettendo in guardia sulla mancanza di risorse fresche straordinarie:

«Bene il cambio di rotta, ma servono investimenti straordinari, non ordinari»

Diego Di Francesco Fiom-Cgil

Nella nota congiunta, il sindacato ha chiarito la propria posizione sul metodo e sul merito della proposta aziendale:

«Nel metodo apprezziamo il cambio di passo nei toni del nuovo CEO e la presa di distanza dalla precedente gestione. La conferma del superamento della mono-committenza e la scelta di diversificare il portafoglio prodotti avvalorano quanto sostenuto in questi anni dai lavoratori, dal sindacato e dalle istituzioni.»

«Nel merito, nel corso dell’incontro è stato presentato un aggiornamento del piano industriale che vede un cambio di strategia rispetto alla precedente gestione. I piani illustrati, sebbene decisamente diversi in termini di prodotti e modalità di applicazione rispetto al passato, pur risultando più realistici di quanto visto finora, non vedono un impegno economico diverso da quanto già programmato con la vecchia gestione e su questo occorre un ulteriore sforzo che trasformi il buon piano commerciale presentato in vero piano industriale, in grado di aumentare la capacità della linea e i conseguenti volumi produttivi.»

«L’arco temporale necessario alla realizzazione del nuovo progetto impegnerà il sito avezzanese per i prossimi due anni e richiederà un aggiornamento delle competenze dei lavoratori oltre che importanti cambiamenti a livello di ambiente lavorativo per recuperare la fiducia dei dipendenti.»

«A questo proposito ci domandiamo come si faccia a recuperare fiducia nel sistema quando, a parte le figure di CEO e CFO, il resto della struttura aziendale, che ha portato avanti il vecchio piano, rimane invariata, soprattutto se la nuova governance ha iniziato a lavorare diversi mesi fa. Attenzione anche a creare spettri, siamo sicuri che da sette anni a questa parte la proprietà fosse completamento all’oscuro rispetto alla gestione del vecchio CEO o, piuttosto, ci si è resi conto tardi che la strategia pensata nel 2019 non pagasse?»

«Le dichiarazioni circa la volontà di non utilizzare ammortizzatori sociali nel 2027, la cui valutazione è ancora in corso, così come quella di voler coinvolgere di nuovo il personale in somministrazione, quando e soprattutto se ve ne saranno le condizioni, la dichiarazione di voler mettere a proprio agio i dipendenti riconoscendone le capacità sono iniziative da apprezzare, se realizzate, e la FIOM, come sempre, sarà parte attiva della discussione basandosi sui fatti, sulle risorse reali e sulle azioni concrete, non sulle mere dichiarazioni d’intento ad un tavolo istituzionale.»

Il dramma dei 90 precari storici: «Per l’ennesima volta, di noi non una parola»

Il risvolto più cupo e lacerante della vertenza riguarda i 90 lavoratori somministrati, da anni pilastro operativo dello stabilimento ma ora a un passo dal baratro occupazionale. Senza tutele e in Cassa d’Integrazione al 100% da inizio anno, vedranno scadere il proprio contratto a dicembre. La loro denuncia è un grido d’allarme esplicito:

«Siamo i 90 lavoratori in somministrazione di LFoundry. Lavoriamo in questa fabbrica da 10, 15, 20 anni. Dal 1° gennaio siamo in C.d.S. al 100%. A casa. Fermi.»

«A dicembre scade anche il contratto commerciale con l’agenzia di somministrazione. Questo significa che rimaniamo definitivamente a casa. Senza ammortizzatori, senza futuro, dopo 20 anni di lavoro.»

«La cosa più umiliante è che l’azienda non vuole MAI affrontare il nostro discorso. Mai ai tavoli ministeriali, mai negli incontri con le RSU. Siamo invisibili.»

«Siamo 90 famiglie che dopo aver tenuto in piedi l’unico polo di semiconduttori in Italia, verranno lasciate per strada nel silenzio generale.»

«Chiediamo con forza:

  • Rispetto per 10, 15, 20 anni di lavoro in fabbrica;
  • Un tavolo immediato che me affronti la scadenza di dicembre dei contratti di somministrazione;
  • Un piano di stabilizzazione reale: non si rilancia LFoundry licenziando 90 lavoratori storici»

«Non si salva LFoundry senza chi LFoundry l’ha fatta vivere per 20 anni. Oggi al MIMIT l’ennesimo incontro sul futuro di LFoundry Avezzano. E per l’ennesima volta, di noi non una parola.»

Le reazioni delle istituzioni: ottimismo e impegni del territorio

A margine dell’incontro ministeriale, si registra la presa di posizione della senatrice M5S Gabriella Di Girolamo, che punta sui segnali di discontinuità forniti dal nuovo Ceo, il dott. Kim Joo Wang, e sull’annuncio di un piano di investimenti da 100 milioni di euro volti a rilanciare la produttività dell’impianto entro il 2030:

La senatrice M5S Gabriella Di Girolamo

«Quando si parla di lavoro e del destino lavorativo di donne e uomini, di oltre 1.100 famiglie, la cautela è doverosa. L’incontro di ieri al Mimit ha fatto registrare un apparente cambio di passo, nella sensibilità prima ancora che nelle intenzioni.»

«I nuovi vertici dell’azienda hanno sottolineato la netta discontinuità con la gestione precedente, gestione che si era troppo allontanata, e in senso negativo, da quelle che erano le previsioni. Nelle parole del nuovo Ceo, il dott. Kim Joo Wang, c’è la volontà di caratterizzare il nuovo corso innanzi tutto con trasparenza dei dati e realtà dei fatti. Il primo dato positivo sono i 100 milioni di investimento annunciati: sviluppo di nuovi prodotti, nuovo personale specializzato e aumento della capacità produttiva.»

«Sempre stando a quanto riportato nel corso della riunione, sono in corso contatti con aziende leader nella sensoristica mondiale, cosa che porterebbe a nuovi contratti e commesse. Secondo l’analisi esposta al tavolo di ieri l’azienda conta di tornare entro il 2030 ai livelli di produttività del biennio 2021/2022, i migliori dell’ultimo periodo.»

«Altra notizia da accogliere con cauta soddisfazione è la dichiarata volontà di non perdere il prezioso know-how e i talenti dell’azienda (anche in considerazione di una tendenza che li vede sempre più in fuga). C’è poi il nodo dei 90 operai somministrati ai quali scadrà il contratto a dicembre. Per loro sarà doveroso intervenire nei tempi previsti e assicurare il reinserimento in azienda.»

«L’incontro di ieri pomeriggio è stato proficuo e non posso che accogliere le dichiarazioni e gli intenti del nuovo Ceo con soddisfazione. Ora aspettiamo la prova dei fatti, sperando che anche Governo e Regione facciano la loro parte a tutela di persone, famiglie e territorio.»

Anche l’amministrazione comunale di Avezzano, per voce dell’assessore delegato Alessandro Pierleoni, ha rinnovato la disponibilità a sostenere lo stabilimento dal punto di vista burocratico e amministrativo, ponendo però il vincolo della concretezza e della crescita reale dell’occupazione:

Alessandro Pierleoni

«Un nuovo management, più committenti e più prodotti: queste sono state le basi di partenza del nuovo piano per la LFoundry illustrate ieri a Roma, ma ciò che serve davvero sono investimenti e la garanzia che il sito possa crescere nel futuro.»

«L’amministrazione di Avezzano non ha mai lasciato soli i lavoratori, facendo sempre sentire, in questi anni, la sua vicinanza. Un atteggiamento, quello di esserci e di sollecitare e sostenere, che assumeremo anche adesso e negli anni a venire. Abbiamo apprezzato il piano concreto della nuova governance e il nuovo approccio aziendale; aspettiamo, però, che il piano venga applicato nella sua concretezza.»

«Cosa possiamo fare come Comune? Siamo disposti ad aiutare l’azienda dal punto di vista autorizzativo, velocizzando e sburocratizzando iter e pratiche alla luce di possibili e nuovi investimenti sul territorio.»

«Vogliamo che questo sito impieghi al massimo la sua capacità produttiva e che possa tornare ad essere quello che era un tempo, con lavoratori contenti e soddisfatti che vi operano all’interno.»