Una intensa lirica di Maria Assunta Oddi racconta la fatica dei braccianti
LUCO DEI MARSI – Fatica, sfruttamento, precarietà abitativa e tragedie sul lavoro spesso segnano la vita dei braccianti agricoli.
In questa poesia la scrittrice d’Abruzzo Maria Assunta Oddi unisce con metafore inedite ed audaci allegorie la condizione esistenziale del bracciante allo spaesamento dei borghi.
Come richiama il pensiero antropologico e culturale ispirato all’apertura universale un’unica anima unisce luoghi e persone a fare di ogni paese vasto universo.
Le strade del borgo.
Le strade del borgo
nei giorni senza sole
sembrano ancora
più strette e quiete.
Sull’aria mutata
al primo richiamo
il vento montano
s’attarda rappreso
nella morsa di un fiore
nato tra gradini di pietra.
La calma sospesa
silenzio palpabile
rotto solo dai lenti
rintocchi delle campane
tristi come uccelli notturni
ha l’odore acre di polvere
e d’antico sudore
nei braccianti al ritorno
dagli argillosi campi.
Uomini in apparenza
in piedi ma curvi alla fatica
disarmati dall’incerto destino
spauriti come nel mare aperto
arrancano nostalgie
di paesi lontani.
Immerso nell’umida foschia
dalla crepa di un muro
traspare il sonoro brusio
dell’umile universo.
