C’era una volta lo storico “Laghetto di San Nicola” fra Forca Caruso e l’area del Velino-Sirente: ora non c’è più. Misteriosi lavori con una ruspa lo hanno eliminato
AVEZZANO – Nuova perla imputabile la genere umano per quanto è stato scoperto e accertato nella spelnida zona a cavallo fra Forca Caruso e l’rea del velino-Sirente.
Proprio nel mezzo della valle, infatti, sorgeva il Laghetto di San Nicola, un laghetto artificiale che, con il tempo, si era stabilizzato e, grazie anche all’opera di qualcuno che vi aveva gettato dei pesci compatibili con la zona, era diventato anche vivo, non solo un serbatoio di acqua.
Ma il laghetto di San Nicola appresentava una fonte di sostentamento per le greggi di pecore e capre che si trovavano a pascolare per quel percorso, oppure per le mandrie di bovini con i loro piccoli. Ma non solo, Lì andavano a bere anche lupi, cervi, camosci, alcuni orsi e altra fauna selvatica di taglia più piccola.


Ora, tutto ciò, grazie al misterioso intervento di una ruspa che non si sa bene quale lavoro abbia fatto, non c’è più. A denunciarlo è Tiziano Iulianella, ex amministratore comunale di Pescina, allevatore e conoscitore del mondo zootecnico e agricolo della zona, nonché Vicepresidente della Fnp Ovicapirni di Confagricoltura.
“Questo non era un semplice laghetto, ma una presenza storica del territorio, Forca Caruso, precisamente lago S Nicola, utilizzata da generazioni come punto d’acqua per abbeverare mucche e pecore e come preziosa riserva anche per le emergenze antincendio.
Oggi, come mostrano le immagini che ho scattato io stesso, quello che per anni è stato una risorsa per allevatori, animali e territorio è stato pesantemente devastato e stravolto.

Chi ha fatto tutto questo deve essere trovato. Ho già informato Parco, Corpo Forestale e Sindaco di Pescina, chiedendo di accertare al più presto chi ha eseguito i lavori, per quale motivo e con quali autorizzazioni. Non si può cancellare così, un pezzo della storia e della vita di questo territorio.
Il territorio non è terra di nessuno. Questo scempio non deve passare sotto silenzio: servono risposte e, se saranno accertate responsabilità, chi ha causato il danno dovrà risponderne”.
Un appello al quale ci uniamo volentieri, contado soprattutto dalla sensibilità degli amministratori locali come il Sindaco di Pescina ma anche nella Direzione del Parco Velino Sirente e perché no, anche del Pnalm. L’unione fa la forza e tutti insieme si difende il territorio.
