“Guardiamo a Maria e impariamo a lasciarci incontrare da Dio”. La Comunità parrocchiale di San Pelino celebra la festa della Madonna del Rosario insieme al vescovo dei Marsi mons. Massaro

SAN PELINO- E’ stata una serata densa di preghiera, affetto e gratitudine quella che è andata in scena nella serata di giovedì 7 ottobre quando la comunità parrocchiale di San Pelino, guidata dal parroco don Antonio Allegritti, all’interno della chiesa parrocchia di San Michele Arcangelo si è stretta attorno alla Madonna del Rosario e al nuovo vescovo dei Marsi mons. Giovanni Massaro.

La funzione religiosa è iniziata alle ore 20.30 circa con la recita del Santo Rosario: una recita molto sentita da parte dei fedeli che in qualche modo hanno seguito ciò che San Giovanni Paolo II ha scritto nel libro “Rosarium Virginis Mariae” affermando che “Il Rosario della Vergine Maria, nella sua semplicità e profondità, rimane, anche in questo terzo Millennio appena iniziato, una preghiera di grande significato, destinata a portare frutti di santità”. Tra il terzo ed il quarto mistero della Luce è arrivato in chiesa mons. Giovanni Massaro: la recita del rosario si è interrotta perché il vescovo, partendo dal fondo della navata centrale ha benedetto con l’acqua santa i fedeli presenti.

Terminata la recita del rosario è iniziata la Santa Messa, presieduta da mons. Massaro e concelebrata dai parroci che hanno svolto servizio a San Pelino come don Simplicio, don Ennio, don Pietro e l’attuale parroco don Antonio Allegritti più don Michele Saltarelli responsabile diocesano per le confraternite. Presenti in chiesa, come da tradizione, oltre al Popolo di Dio di San Pelino anche le confraternite della Forania di Avezzano.

“Quali sono le prime tre parole che un vescovo può pronunciare all’inizio del suo ministero? – così afferma don Antonio Allegritti nel saluto iniziale- Probabilmente: mamma, papà e casa. Mamma la Madonna di Pietraquaria, la Madonna dei Miracoli oggi la Madonna del Rosario. Papà, la paternità di Gesù che sa dire dei sani Si e dei robusti No. Casa, intesa come parrocchia, perché parrocchia significa casa. Questo non vuol essere uno slogan pubblicitario, ma è il ricorso all’etimologia greca del termine, che vuol dire “casa tra le case”. Perciò, eccellenza, benvenuto a casa”.

Viceversa, commentando le letture della giornata, mons. Giovanni Massaro, nell’omelia afferma: “Per onorare la Madonna ed esprimere il nostro legame e la nostra devozione a lei bisogna far tesoro di quello che il Signore, attraverso la Parola di Dio, ci comunica ad ognuno di noi. Anche perché il brano evangelico appena ascoltato propone alcuni temi di rilievo per ciascuno di noi. Si tratta di un brano che conosciamo bene, ovvero il brano dell’Annunciazione dell’Angelo alla Vergine Maria: è significativo, in primo luogo, che l’annunciazione non avvenga in un tempio o in un momento di preghiera da parte di Maria, bensì avviene in casa. Probabilmente Maria stava vivendo la sua quotidianità, ed è bello pensare che Dio ti sfiora non solo nelle liturgie solenni, ma anche soprattutto nella vita comune, nella quotidianità. Guardiamo a Maria e impegniamoci a lasciarci incontrare da Dio laddove noi viviamo, laddove noi siamo. Guardate se pensiamo di poter incontrare Dio solo quando siamo in chiesa, significa che non abbiamo ancora incontrato il Dio di Gesù Cristo: Dio lo incontriamo si in chiesa, ma ci chiede di incontrarlo anche nell’abbraccio di una persona cara, in una parola di consolazione, in un gesto di affetto reciproco oppure semplicemente nel sorriso di un bambino o di un adulto”.

Così il Vescovo dei Marsi conclude la sua omelia: “In questi primi giorni di servizio da parte mia in questa Diocesi, Dio l’ho incontrato attraverso tanti di voi che mi hanno mostrato gesti o messaggi e riferito parole di benvenuto e di accoglienza”.

Alla fine della Celebrazione Eucaristica c’è stato il saluto istituzionale di Ernesto Fracassi delegato del comune di Avezzano per la frazione di San Pelino e successivamente, nel pieno rispetto delle vigenti norme anti covid, i fedeli si sono spostati fuori, nel sagrato ove è stata posta l’effige della Madonna. Tra le candele, il Salve Regina, il “Tuo popolo in Cammino” e la benedizione del vescovo la giornata si è conclusa con stupendi fuochi d’artificio.

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