Ieri a Luco dei Marsi sentita celebrazione nel segno dell’Eucarestia per l’accoglienza della reliquia di San Carlo Acutis
LUCO DEI MARSI – È stata una celebrazione intensa e commovente quella vissuta ieri pomeriggio a Luco dei Marsi, nella chiesa gremita di fedeli, in occasione dell’accoglienza della reliquia di San Carlo Acutis, nell’ambito della settimana di spiritualità promossa dalla comunità parrocchiale guidata da don Giuseppe Ermili.
La Santa Messa è stata presieduta dal vescovo Giovanni Massaro e concelebrata da don Giuseppe Ermili insieme a numerosi sacerdoti. Presenti anche il sindaco di Luco, Giorgio Giovannone, e diverse autorità civili e militari, insieme a numerosi fedeli, famiglie, giovani e bambini.
Al centro della celebrazione, l’Eucarestia e la testimonianza del giovane santo, indicato dal Vescovo non semplicemente come esempio di un ragazzo “bravo”, ma come un giovane che ha lasciato che Cristo trasformasse la propria vita. Proprio da qui è partito l’invito a riscoprire il significato autentico della santità: non la perfezione o l’assenza di fragilità, ma la disponibilità a lasciarsi trasformare da Dio.
Nella sua omelia, il vescovo Giovanni ha richiamato la Parola di Dio, sottolineando la necessità di passare dalle parole alla vita. «Non basta dire sì. Bisogna andare», è il cuore del Vangelo dei due figli proposto dalla liturgia. La fede, ha ricordato il presule, non può limitarsi alle dichiarazioni, ma deve diventare concreta attraverso il servizio, il perdono, la solidarietà e l’accoglienza.
Particolarmente forte è stato il richiamo all’Eucaristia. Per Carlo Acutis la Messa era il centro della vita, il luogo dell’incontro con Gesù dal quale scaturivano la preghiera, l’amore per la famiglia, l’attenzione ai poveri e la disponibilità verso gli altri. Anche la mostra sui miracoli eucaristici, ideata dallo stesso Carlo e ospitata dalla comunità di Luco, è stata presentata come un’occasione non soltanto per suscitare meraviglia, ma per riscoprire il posto che l’Eucaristia occupa nella vita di ciascuno.
Il Vescovo ha inoltre collegato il messaggio della celebrazione alla Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, ricordando che chi si nutre del Corpo di Cristo non può rimanere indifferente davanti al fratello. L’accoglienza, la solidarietà e l’attenzione verso chi arriva da lontano diventano così espressioni concrete di una fede autenticamente vissuta.
Un messaggio rivolto in modo particolare ai giovani: Carlo Acutis, con la sua età, le sue amicizie, i suoi interessi e la sua vita ordinaria, testimonia che non occorre aspettare di diventare adulti per prendere sul serio il Vangelo. La santità può nascere proprio dentro la quotidianità, attraverso piccoli gesti di amore, generosità, preghiera, perdono e vicinanza a chi è solo.
Al termine, l’invito del vescovo alla comunità è stato chiaro: accogliere la reliquia significa lasciarsi condurre da Carlo verso Cristo.
«Attraverso Carlo guardiamo Gesù. Attraverso la sua testimonianza riscopriamo l’Eucarestia. Attraverso l’Eucarestia impariamo a servire. Attraverso il servizio impariamo ad accogliere».
Una settimana, dunque, che vuole essere non soltanto un susseguirsi di appuntamenti, ma un autentico cammino di fede e di conversione, perché la comunità di Luco dei Marsi possa diventare sempre più una comunità eucaristica, capace di pregare, educare i giovani, servire e riconoscere il volto di Cristo in ogni fratello.
