Il Lanciavicchio porta in scena ad Aielli il Vito Taccone segreto con lo spettacolo “Io Vito”: la storia dell’amicizia indissolubile col suo meccanico Ernesto Venditti
AIELLI – Una storia di sport che si trasforma poi nell’emblema di una città e di un intero territorio e che, come sfondo, ha anche un rapporto di amicizia durato negli anni.
Parliamo della storia di Vito Taccone, il leggendario Camoscio d’Abruzzo, che negli anni ’60 e ’70 fece sognare una regione intera con le sue imprese sulle strade di tutta Italia, e non solo, e con il quel modo di fare genuino e diretto, talvolta burrascoso, che affascinò fino a farli diventare amici uno dei più grand giornalisti italiani, ovvero Sergio Zavoli.
Tutto ciò verrà rappresentato dal Teatro Lanciavicchio domani, lunedì 17 agosto con inizio alle ore 21,30, nello spazio adiacente la Chiesa di Aielli Stazione con lo spettacolo teatrale “Io e Vito”, con lo straordinario Alberto Santucci, scritto e diretto da Giovanni Degni.
Come si diceva, la pièce realizzata da Il Lanciavicchio, che vede l’organizzazione del Comune di Aielli, del Centro Culturale Sociale Aielli Stazione con la Fondazione Carispaq e il Teatro dei Marsi, non verterà solo sulla vicenda sportiva, ma rivelerà piuttosto il racconto emozionante del legame indissolubile tra il campione Vito Taccone e il suo storico meccanico Ernesto Venditti.
Una narrazione vibrante che parla di memoria, officine polverose, imprese epiche e l’orgoglio della nostra terra. Una storia che oltre la retorica del campione e dell’impresa ciclistica, e va a rivelare l’animo dia persona come Vito Taccone vulcanica, estroversa, sovente sopra le righe, ma nel profondo un buono e un genuino.
Musiche originali di Giuseppe Morgante, con le sculture di scena di Benedetto Di Pietro Lapillo Bi e la direzione artistica di Stefania Evandro e Antonio Silvagni. L’ ingresso è gratuito e aperto a tutti.

