Rimpinguare il Giovenco puntando anche sul riconvogliamento di acque e sulla ristrutturazione della Sorgenza: il comune di Bisegna monitora le tante dispersioni
BISEGNA – Sul progetto di interconnessione tra i sistemi di approvvigionamento dell’acquedotto Ferriera, del Gran Sasso, del Rio Sonno in Valle Roveto e del campo pozzi di Trasacco è netta la posizione del Comune di Bisegna, che è stata subito chiarita anche in occasione dell’incontro che si è avuto a Pescina, in occasione del consiglio straordinario e che ha visto la presenza di Ersi e Cam con i rispettivi tecnici.

“I lavori dalle sorgenti alla stazione di sollevamento di Ortona sono lavori di rifacimento di una condotta idrica di 60 anni fa, che vedono Bisegna pienamente d’accordo, nella stesura del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE). Questi lavori prevedono il rifacimento della condotta con la introduzione di un tubo di sezione più piccola all’interno della tubatura esistente, non andando in alcun modo a modificare l’attuale condotta ne il tracciato“: è perentoria la precisazione del primo cittadino Donato Buccini.
“Nei tratti a valle pur avendo caratteristiche più invasive, i lavori non modificano in alcun modo la sezione dei tubi esistenti ed in alcuni casi prevedono uno scostamento dal percorso attuale per salvaguardare ambienti sensibili, come prescritto dalla VINCA”.
E per quanto riguarda, invece, il tratto che interessa il territorio del suo comune?
“In un secondo momento i lavori che riguardavano il nostro territorio sono stati stralciati e rinviati ad una fase successiva con nuovi finanziamenti”, ci dice e poi aggunge:
“Abbiamo preso parte ad una riunione preliminare con gli altri amministratori della Valle del Giovenco e stilato una lista di proposte-richieste per evitare che questa opera possa modificare l’emungimento e la immissione nel fiume dell’acqua non necessaria per l’uso idropotabile onde evitare un impoverimento del fiume stesso”.
Ecco il documento approvato nella riunione preliminare
A seguito della riunione tenutasi in data odierna, si riportano i punti emersi nel confronto sul progetto
ERSI/CAM SpA di interconnessione degli acquedotti. La riunione ha consentito di esaminare le preoccupazioni
relative alla tutela del fiume Giovenco, alla disponibilità e alla destinazione della risorsa idrica, alla sequenza
degli interventi previsti e alle ricadute sui territori interessati.
Il testo che segue ha carattere di bozza informale di lavoro. È trasmesso ai partecipanti per raccogliere
correzioni e integrazioni prima della seduta del Consiglio comunale di Pescina prevista per il 28 settembre
2026.
- Approfondimento sulle portate del fiume Giovenco
Richiedere un approfondimento tecnico e uno studio più dettagliato delle misurazioni delle portate del
Giovenco, fondato su dati verificabili e riferito anche alle variazioni stagionali, al fine di disporre di un
quadro conoscitivo adeguato per valutare gli effetti del progetto sul corso d’acqua. - Monitoraggio continuo del corso d’acqua
Richiedere l’installazione di sensori e punti di misura lungo tutto il corso del fiume Giovenco, in numero e
ubicazioni da definire sulla base di una valutazione tecnica e in accordo con le amministrazioni del
territorio. I dati dovranno essere trasmessi in tempo reale, ove tecnicamente possibile, e resi disponibili ai
Comuni interessati, così da consentire il controllo dell’andamento delle portate e la verifica del rispetto del
deflusso ecologico. - Revisione della sequenza degli interventi previsti dal progetto
Richiedere lo stralcio della tratta dal partitore di Pescina al Campo Pozzi di Trasacco (nuovo acquedotto) e il
ripristino, quale primo intervento, della tratta Bisegna – Pescina. Tale sequenza consentirebbe di verificare,
a seguito della realizzazione del primo tratto, l’andamento del Giovenco rispetto ai parametri indicati nel
progetto. Qualora la richiesta di stralcio non fosse accolta, chiedere in via subordinata che la costruzione
della nuova condotta dal partitore di Pescina al Campo Pozzi di Trasacco sia preceduta dal completamento
della tratta Bisegna – Pescina e da una successiva verifica, basata su misurazioni, delle portate del Giovenco
e del deflusso ecologico. - Destinazione della risorsa idrica
Richiedere che nel progetto esecutivo sia esplicitato in modo inequivoco che l’acqua movimentata
attraverso l’interconnessione è destinata solo ed esclusivamente a uso idropotabile, nel rispetto dei titoli e
delle autorizzazioni applicabili. Già la rete irrigua del Fucino con prelievi di acque superficiali e sotterranee
nella piana, crea un effetto combinato e cumulativo di forte stress idrico e per l’ecosistema fluviale del
fiume Giovenco. - Garanzia dei rilasci nei periodi di portata minima
Richiedere che, anche in presenza di portate minime delle sorgenti Ferriera e Pulciara, siano individuati e
garantiti i rilasci necessari alla salvaguardia del DME Deflusso Minimo Ecologico del Giovenco, secondo
quantità, modalità e verifiche definite dagli enti tecnicamente competenti. - Restituzione delle portate in esubero
Richiedere che le portate delle sorgenti Ferriera e Pulciara non utilizzate per le finalità idropotabili siano
restituite al Giovenco, con modalità definite e verificabili, affinché le acque in esubero continuino a
contribuire al corso del fiume. - Linea a servizio dei centri della Valle Subequana
Qualora si proceda all’interconnessione degli acquedotti della Ferriera con il Campo Pozzi di Trasacco ed il
trasferimento delle portate nell’area di Avezzano, non trasferire assolutamente i comuni serviti
dall’acquedotto Gran Sasso (Fagnano, Acciano, Fontecchio, Navelli, Caporciano ed altri, vedi tabella pag .20
della relazione generale R.GEN.01, R1 Maggio 2026 aggiornamento).
Richiedere una verifica dell’assetto della linea che attualmente serve i centri della Valle Subequana e della
possibilità di separarla o dismetterla, una volta garantito che tali centri siano serviti stabilmente dal gestore
Gran Sasso. Qualsiasi intervento sulla linea dovrà essere subordinato alla piena continuità e sicurezza
dell’approvvigionamento idrico.
8. Coerenza con gli strumenti di tutela delle acque e del territorio
Richiedere che il progetto sia valutato nel rispetto degli obiettivi della Direttiva quadro sulle acque e degli
strumenti di pianificazione e tutela del bacino idrografico. Si chiede inoltre di considerare il coinvolgimento
dei Comuni interessati anche nell’ambito di percorsi di confronto territoriale, quali i contratti di fiume.
9. Riapertura termini conferenza servizi
Si richiede la riapertura della conferenza dei servizi, decisoria, tenutasi in modalità asincrona e semplificata.
Non si può progettare un intervento di cosa vasta portata e di grosso impatto per il fiume e l’ecosistema
dell’intera Valle del Giovenco senza realmente fare un confronto vero, costruttivo, reale con le
Amministrazioni Comunali del territorio, i cittadini, le associazioni.
10. Opere di compensazione nel Comune di Ortucchio
Richiedere che siano individuate e approfondite, d’intesa con il Comune di Ortucchio, le opere di
compensazione connesse alle ricadute del progetto sul territorio comunale. La loro eventuale definizione
dovrà specificare natura degli interventi, soggetti competenti, copertura finanziaria e tempi di
realizzazione, tenendo conto delle esigenze rappresentate dal Comune interessato.
11. Iniziative a tutela dei territori interessati
Qualora le richieste formulate non siano accolte, oppure siano respinte senza un’adeguata motivazione
tecnica, i Comuni interessati si riservano di valutare congiuntamente ogni iniziativa consentita
dall’ordinamento a tutela del fiume Giovenco, della risorsa idrica, dell’ecosistema e delle rispettive
comunità, inclusa l’eventuale impugnazione degli atti, con ricorso agli organi competenti.

Queste proposte insieme ad una vivace discussione, sono state presentate nel corso dell’assise civica di Pescina, ai direttori di ERSI, CAM e all’ingegnere progettista.
E come giudica l’incontro avuto con i responsabili del progetto?

“La seduta – dice il sindaco Buccini – mi è apparsa particolarmente proficua, perché in quella sede si è chiarito che non verrà captato nemmeno un litro in più dalle sorgenti. Come comune di BISEGNA ho anticipato una richiesta che avrei portato quando si sarebbe proceduto alla progettazione del tratto ricadente sul nostro territorio e cioe: oltre alla captazione lavorare sul rimpinguamento delle sorgenti Pulciara e Ferriera con studi che fossero in grado di individuare possibili opere di rinconvogliamento delle acque ed il definitivo rifacimento della linea della Sorgenza che serve l’abitato di Bisegna. Insieme agli altri sindaci abbiamo chiesto che gli impegni presi vengano esplicitati nero su bianco nel progetto definitivo. Inoltre abbiamo chiesto un sistema di monitoraggio continuo ed in gradi di allertare in caso di eccessivo abbassamento della portata del fiume. Abbiamo altresì chiesto che nel progetto fosse tenuto conto di quanto previsto nel “contratto di fiume”.
