Roberto Gervaso, in anteprima al Senato il doc sul giornalista. La figlia Veronica: “Mi ha insegnato etica del lavoro”

(Adnkronos) – “Da questo documentario viene fuori un’immagine molto autentica di mio padre: il timore era che fosse un film un po’ paludato, un po’ pesante, anche un po’ celebrativo. Mio padre non è quello”. Così all’Adnkronos Veronica Gervaso, a margine della presentazione in anteprima in Senato del documentario su suo padre, Roberto Gervaso, dal titolo ‘Come si diventa un intellettuale italiano’, in onda il 18 ottobre sulla Rai. “Mio padre non è, perché io parlo al presente, quel tipo di persona: diciamo che se fosse qua vorrebbe una nota lieta ironica, quindi non un modo per ricordarlo, ma un modo per ricordarlo in maniera lieve com’era lui”.  

Dal docufilm, coprodotto dalla Rai e da Rossini Redfilm, “emergono tutte le sue sfaccettature, quelle di un tipo di intellettuale che oggi si fa fatica a trovare”, spiega la figlia del grande giornalista scomparso. “Una figura secondo me d’altri tempi, ma che in realtà era anche riuscita a precorrere i tempi, con interviste fatte di botta e risposta velocissimi e sempre controcorrente”. Essere figlia di Roberto Gervaso è stato “un privilegio: è stato un padre complicato, non è stato un padre semplice come tutti i padri che sono figure un po’ ingombranti, però mi ha insegnato tantissimo. Mi ha insegnato l’etica del lavoro e penso che da questo docufilm, possa emergere il suo assoluto essere sempre autonomo nel pensiero”, aggiunge Veronica Gervaso.  

Le sue idee “da un certo punto di vista potevano sembrare quasi sicuramente conservatrici, ma lui era un liberale soprattutto, quindi molto moderno per certi aspetti, sui diritti era modernissimo, però poi con un senso di lavoro un’etica che alle volte gli dicevamo ‘tu eri vecchio già a vent’anni’, con una testa però in realtà velocissima. L’emozione è grande anche perché forse una delle cose che più mi ha emozionato è che a vestire i ruoli di mio padre da ragazzo è stato mio figlio Tommaso, e la cosa sconvolgente è che è incredibilmente somigliante”. 

“Roberto è stato un unicum nel mondo intellettuale italiano”. Così Bruno Vespa alla presentazione in Senato del documentario dedicato a Roberto Gervaso ‘Come si diventa un intellettuale italiano’, diretto da Giovanni Filippetto, prodotto da Rai Documentari e dalla Rossini RedFilm e che andrà in onda in seconda serata su Rai1 nel corso dello speciale Tg1 del prossimo 18 ottobre. “È stato un grande amico per quanto mi riguarda, ma anche un grande maestro per tutti noi – ha aggiunto Vespa – per il nostro compito di giornalisti. E certamente, sia che si fosse d’accordo con lui sia che non si fosse d’accordo, è stato un raffinato intellettuale, uno splendido scrittore, un eccellente giornalista, ma anche un buon padre e un ottimo marito”. 

“Sono molto grato a Roberto Gervaso per tante ragioni e devo ringraziare la figlia Veronica, e soprattutto la moglie Vittoria perché con grande determinazione ha voluto che si realizzasse questo documentario; grazie ai produttori e grazie alla Rai che non ha fatto fatica ad accogliere l’omaggio a uno dei protagonisti della cultura italiana dei tempi, diciamo contemporanei”. E’ inziato così il saluto istituzionale del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri alla presentazione.  

“Io sono stato molto amico di Roberto Gervaso – ha ricordato Gasparri – e mi sembrava doverosa questa iniziativa e altre che verranno, perché Vittoria (la moglie del giornalista, ndr) trova di continuo testimonianze, testi, articoli libri che si aggiungono già alla copiosa opera di Roberto”. Gasparri ha ricorda poi l’attività di Gervaso “in televisione, l’attività giornalistica intensa e continua con il Messaggero”, ma anche “l’attività non solo di storico ma di divulgatore della storia, raccontata in un linguaggio chiaro e giornalistico”. Quindi “grazie a Roberto, grazie a Veronica, grazie a Vittoria e grazie a tutti noi che manteniamo l’amicizia, l’insegnamento, l’affetto di un grande amico e di un grande italiano”, ha concluso Gasparri.  

“Roberto è stato un unicum nel mondo intellettuale italiano”. Così Bruno Vespa alla presentazione. “È stato un grande amico per quanto mi riguarda, ma anche un grande maestro per tutti noi – ha aggiunto Vespa – per il nostro compito di giornalisti. E certamente, sia che si fosse d’accordo con lui sia che non si fosse d’accordo, è stato un raffinato intellettuale, uno splendido scrittore, un eccellente giornalista, ma anche un buon padre e un ottimo marito”. 

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