Shock a Sulmona: sedicenne disabile picchiata, presa a calci e filmata da due coetanee. Indaga la Procura
SULMONA – Disabile 16enne aggredita a Sulmona da alcune sue coetanee, alla presenza di altre persone, soprattutto giovani, e ripresa con il cellulare. Questo emergerebbe da due video consegnati spontaneamente ai carabinieri da un insegnante di sostegno, che li avrebbe ricevuti tramite WhatsApp e, ritenendo opportuno informare immediatamente le autorità, avrebbe deciso di metterli a disposizione degli investigatori.
La vicenda è ora al vaglio della Procura presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha aperto un’inchiesta con l’obiettivo di identificare tutte le persone coinvolte e ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Gli atti sono stati trasmessi anche alla Procura della Repubblica di Sulmona, dal momento che gli investigatori ritengono che fra coloro che erano presenti alla scena, e magari hanno effettuato le riprese o quantomeno non sono intervenuti per mettere fine all’aggressione, potrebbero esserci dei maggiorenni.
Secondo una prima ricostruzione, l’episodio sarebbe avvenuto il 21 settembre in un’area verde del territorio peligno. Le immagini mostrerebbero una ragazza minorenne mentre viene colpita e insultata da altre due giovani, che sarebbero sue coetanee. Le tre ragazze si conoscerebbero e frequenterebbero gli stessi ambienti. Alla base della lite ci sarebbero, almeno secondo le prime informazioni, motivi apparentemente banali, ma la discussione sarebbe rapidamente degenerata fino a trasformarsi in un’aggressione.
La sedicenne sarebbe stata colpita con alcuni schiaffi, afferrata per i capelli e raggiunta da diversi calci. La violenza sarebbe stata ripresa da un’altra persona, la cui identità non è stata ancora accertata. Inoltre ci sarebbero stati altri giovani che avrebbero assistito alla scena senza intervenire.
Proprio sulla presenza e sul comportamento degli spettatori si concentrerà una parte degli accertamenti. Gli investigatori dovranno infatti stabilire chi abbia partecipato direttamente all’aggressione, chi si sia limitato ad assistere e quale sia stato il ruolo della persona che ha realizzato le riprese. Sarà inoltre necessario verificare se qualcuno dei presenti abbia contribuito alla successiva diffusione dei filmati oppure se le immagini siano state semplicemente ricevute attraverso chat private.
Un elemento determinante per l’avvio delle indagini sarebbe stato proprio l’intervento dell’insegnante di sostegno. Dopo aver ricevuto i due video tramite WhatsApp, il docente, temendo che le immagini potessero essere ulteriormente condivise tra i ragazzi, avrebbe deciso di consegnarle alle forze dell’ordine. I filmati rappresentano ora un elemento al vaglio degli investigatori, che dovranno verificarne autenticità, datazione e integrità.
Particolare attenzione sarà riservata anche alla cosiddetta catena di invio delle immagini. La polizia giudiziaria dovrà cercare di risalire alla persona che avrebbe effettuato la registrazione e ricostruire il percorso seguito dai video prima che arrivassero sul telefono dell’insegnante. Un passaggio importante per comprendere non soltanto chi abbia filmato l’aggressione, ma anche se e in quale misura le immagini siano state successivamente condivise.
Nei prossimi giorni, il docente di sostegno potrebbe essere ascoltato come persona informata sui fatti e potrebbe fornire elementi utili sulla ricezione dei video: l’identità della persona che glieli avrebbe inviati, l’orario e la modalità di ricezione, l’eventuale messaggio allegato e qualsiasi altra informazione ricevuta insieme ai filmati.
Gli inquirenti potrebbero inoltre ascoltare alcuni compagni di classe della sedicenne. Le loro testimonianze potrebbero contribuire a delineare i rapporti tra la ragazza e le presunte responsabili dell’aggressione, verificare l’eventuale esistenza di precedenti episodi di derisione, intimidazione o conflittualità e individuare altre persone che potrebbero aver assistito ai fatti nell’area verde.
Al momento, tuttavia, la ricostruzione resta necessariamente provvisoria. Saranno gli accertamenti della magistratura e della polizia giudiziaria a chiarire l’esatta dinamica dell’episodio, le responsabilità individuali e l’eventuale coinvolgimento di altre persone.
