Un Cioccolatino Storico. “Altro che VAR!”, storia del gladiatore che morì per un errore arbitrale

AVEZZANO – Carissimi lettori, benvenuti al nostro consueto appuntamento con la storia. Quest’oggi ci piacerebbe raccontarvi di una vicenda assai particolare in cui il protagonista sarà un arbitro, o meglio, un tremendo errore arbitrale. Scommettiamo che avrete sentito delle tremende polemiche successive alla partita di calcio Benevento-Cagliari (di domenica 9 maggio) in cui l‘arbitro Doveri prima assegna un calcio di rigore al Benevento per il tocco di Asamoah su Viola ma, dopo il consulto VAR, cambia decisione e il match resta sull’1-2. Bene, la storia di oggi è simile anche se il finale è un pochino diverso da quello della partita di calcio in questione.

Tutto ebbe inizio all’inizio del XX secolo in Asia Minore, precisamente ad Amisus in Turchia quando venne scoperta una lapide assai particolare in cui c’era raffigurato uno scontro tra gladiatore ed un’incisione. Nella raffigurazione troviamo due gladiatori: il primo è in piedi con le due spade in mano, mentre il secondo è disteso per terra con la chiara espressione di richiesta di pietà. Sotto ad essa sorge una iscrizione in greco – fatta redigere dagli amici del gladiatore ucciso- in cui c’è scritto: ”Dopo aver sconfitto il mio avversario Demetrio non lo uccisi immediatamente. Il fato e lo scaltro tradimento del summa rudis mi uccisero”.

La celebre lapide di Amisus raffigurante l’errore arbitrale

La frase è assai interessante ed è stata studiata dal professore Michael Carter del Brock University a St. Catharines (Canada): una cosa che emerge, oltre alla descrizione dei fatti (prima parte della frase) è il tradimento del “summa rudis” ovvero dell’arbitro dei giochi gladiatori: si avete capito bene, c’era l’arbitro nei giochi gladiatori. In questo caso il professor Carter da una interessante ricostruzione dei fatti: il gladiatore Diodoro dopo aver atterrato l’altro gladiatore di nome Demetrio, vide che il suo avversario stava chiedendo la grazia e quindi arretrò. Un gesto dettato, come ci riferisce il professor Carter, da una vittoria imminente: ma il summa rudis (ovvero l’arbitro) ribaltò l’esito dello scontro e tutto ciò andò contro il povero Diodoro. Quest’ultimo si trovò quindi di nuovo a dover combattere contro il suo avversario, e questa volta ebbe la peggio! Non sappiamo se morì sulla sabbia dell’arena oppure a seguito delle ferite riportate. Fatto sta che i suoi amici vollero dedicargli questa lapide in cui venne riportato il torto arbitrale nei confronti del povero Diodoro. Sono tutt’ora ignote le cause che spinsero il summa rudis nel prendere quella decisione! Il professor Carter tentò di dare una spiegazione di questo comportamento ed è legata alla foga della folla presente all’arena. Mah, sarà! L’errore arbitrale c’è stato però, altro che VAR.

Un Abbraccio Storico

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