A Pescina la memoria di Santina Campana: fede, preghiera e amore per gli altri

PESCINA – Una celebrazione intensa e partecipata ha riunito questa mattina numerosi fedeli nella chiesa di San Giuseppe a Pescina, dove sono custodite le spoglie mortali della Serva di Dio Santina Campana. A presiedere la celebrazione eucaristica è stato il vescovo Giovanni, insieme al parroco don Vincenzo Piccioni, al postulatore della causa di beatificazione di Santina Campana, padre Giovanni Grosso, e ad altri sacerdoti.

Alla celebrazione ha preso parte anche il sindaco di Pescina, Luigi Soricone, insieme a numerosi fedeli provenienti da Pescina e dai paesi vicini, riuniti attorno alla memoria e alla testimonianza spirituale della Venerabile.

Un momento particolarmente significativo è stato il conferimento della Cresima a tre giovani della parrocchia, che hanno ricevuto il sacramento nel corso della celebrazione, rendendo ancora più gioiosa e significativa la mattinata.

Al centro dell’omelia del vescovo Giovanni, il messaggio delle letture bibliche e la testimonianza di Santina Campana indicata dal vescovo come esempio di una santità vissuta nel quotidiano: una santità fatta di preghiera, sacrificio, amore per Dio e attenzione alle persone, senza la ricerca di gesti straordinari o di riconoscimenti. «La santità è possibile dentro la vita ordinaria – ha ricordato il vescovo – quando l’ordinario viene vissuto con un amore straordinario».

Riflettendo poi sul Vangelo, il vescovo Giovanni ha richiamato l’invito di Gesù ai discepoli a non cercare la propria gioia nelle opere compiute o nel successo, ma nella consapevolezza di essere amati da Dio. Un messaggio particolarmente attuale in una società nella quale il valore delle persone rischia spesso di essere misurato attraverso ciò che possiedono, realizzano o riescono a mostrare agli altri.

La testimonianza di Santina, ha sottolineato il vescovo, indica invece la via della «piccolezza evangelica»: non una condizione di minor valore, ma l’atteggiamento di chi riconosce di non bastare a se stesso e sceglie di affidarsi a Dio. Una fede concreta, fatta di preghiera, perseveranza nelle prove, servizio e amore.

Il vescovo ha quindi richiamato anche la responsabilità di custodire e trasmettere la memoria di Santina Campana, soprattutto alle nuove generazioni, perché la sua testimonianza possa continuare a essere una sorgente di fede, speranza e carità.

«Pescina ha ricevuto un dono prezioso nella testimonianza di Santina Campana», ha affermato il vescovo, auspicando che la chiesa di San Giuseppe, luogo nel quale sono custodite le sue spoglie, continui a essere uno spazio di preghiera, di conforto e di ricerca di Dio.

In conclusione, il vescovo ha affidato alla preghiera della comunità anche il cammino della Chiesa verso il riconoscimento della santità di Santina Campana, invitando tutti a viverlo con discrezione, fiducia e abbandono alla volontà di Dio.