A Casa Anzini la buona cucina è un’eredità di famiglia: i nipoti rilanciano la leggendaria gara ai fornelli nata nel 1989 a Tagliacozzo
TAGLIACOZZO – Nel 1989 in Casa Anzini a Tagliacozzo, durante il periodo natalizio, un manipolo di persone “illuminate “, ebbe una simpatica idea, quella di organizzare una Gara culinaria, in cui i mariti avrebbero vestito i panni delle mogli, prendendo le redini delle cucina, solo per un giorno.
L’evento, nato per gioco, è durato oltre 30 anni, cessato soltanto per “cause di forza maggiore”. Tre anni fa i nipoti più grandi della famiglia Anzini hanno inteso riprendere la tradizione, invitando i loro amici di Roma e di Pescara (una cinquantina) e, sempre in Casa Anzini, hanno riportato in vita la Gara culinaria, dando una continuità alla tradizione dei nonni.

Giorni fa si è svolta la terza edizione della gara, cambiando di poco il vecchio regolamento. In gara quattro coppie, composte da soli uomini, impegnate a preparare due primi piatti, due secondi piatti, con rispettivi abbinamenti di vini.
Due le giurie: quella dei “new gen” e quella degli esperti, composta da Franco Santellocco (Presidente), Alceste Anzini, Lorenzo Savina, Eliseo Palmieri (tutti accademici della Cucina), Pacifico Fioravanti (sommelier), Gaetano Blasetti (scrittore), Paolo Cimini (assaggiatore di vini), Carmine Di Gianfilippo (assaggiatore di vini).
I giurati, dopo aver assaggiato le quattro portate in gara (due primi e due secondi) hanno espresso i loro verdetto, proclamando vincitrice la coppia formata da Leonardo e Fabio, autori del secondo piatto dal titolo “Canestra di terra”, in omaggio all’opera di Caravaggio la “Canestra di frutta”.
Dove la natura diventa arte, come nel quadro, i protagonisti della gara hanno messo insieme elementi semplici e autentici, lasciandoli parlare attraverso i loro colori, le forme e il sapore. Un incontro tra terra e tempo, tra intensità e frescheza. Gli elementi prevalenti sono stati il brasato al vino Montepulciano: la dolcezza della carne e la profondità del vino. Poi salsa menta, limone, pecorino, mela. Un misto di tradizione e passione per la propria terra.
il “patriarca” Alceste Anzini può essere soddisfatto dell’ottima riuscita della manifestazione, così ha potuto rivivere le emozioni di tanti anni fa e passare il testimone ai suoi nipoti più grandi: Niccolò, Domitilla, Letterio ed Edoardo.
