La Pasqua pericolosa. Quando il “gaio giorno” si trasforma in un… giorno di ordinaria follia

Mentre ve ne state lì, il giorno di Pasqua, a sgranocchiare uova e colombe gustandovi un lauto pranzo, sappiate che, probabilmente, questa festività è una delle più pericolose mai esistite.

Al vostro posto tremerei. Perché? Ecco le cronache di alcuni eventi decisamente poco spassosi accaduti in questo gaio giorno. Facciamo due passi nella storia.

LA PASQUA DELLA FAMIGLIA de’ MEDICI

La congiura dei Pazzi

Era domenica, quella di Pasqua del 1478 a Firenze. Nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore Giuliano de’ Medici e Lorenzo il Magnifico furono oggetto di una congiura ordita dalla Famiglia Pazzi. Nell’atto criminale sono coinvolti (anche se non direttamente) il Papa Sisto IV, suo nipote Girolamo Riario, la Famiglia Salviati, il Re di Napoli Ferdinando d’Aragona e il Duca D’Urbino Federico da Montefeltro.

I congiurati ingaggiarono un sicario: Gian Battista da Montesecco il quale, udito il luogo prescelto per il delitto si tirò indietro, sbigottito da quello che sarebbe stato anche un sacrilegio. Il delitto doveva, infatti, effettuarsi al momento dell’elevazione dell’Ostia durante la messa di Pasqua. Presero il posto dell’assassino quattro individui. Di questi due erano religiosi: i preti Stefano da Bagnone e Antonio Maffei di Volterra che dovevano “cristianamente” madare tra i più Lorenzo.

Gli altri due con il compito di “dedicarsi” a Giuliano erano Francesco Pazzi e Bernardo Bandini Baroncelli. Lorenzo si salvò grazie all’amico Francesco Nori che gli fece scudo con il proprio corpo. Il fratello, invece, morì lasciando la moglie incinta di 8 mesi. Una piccola nota: il 26 maggio 1478 la donna diede alla luce Giulio, che divenne Papa col nome di Clemente VII. Nella storia, fu colui che scomunicò Enrico VIII d’Inghilterra.

La fine degli assassini

Dimenticavo… e i due religiosi assassini? Fallita la congiura, Stefano da Bagnone insieme ad Antonio Maffei di Volterra, abbandonati al linciaggio della folla furono impiccati in Piazza della Signoria e così pure Francesco Pazzi. Baroncelli, che riuscì a fuggire, catturato a Costantinopoli nei primi mesi del 1479, ebbe la ventura di essere ricondotto a Firenze. Penzolò dalla forca nel palazzo del Bargello con ancora indosso i vestiti da turco.

ABRAMO LINCOLN

L’assassinio di Abramo Lincoln

Venerdì Santo del 1865. Abramo Lincoln se ne stava lì a guardare lo spettacolo Our American Cousin al Ford’s Theatre di Washington quando l’attore John Wilkes Booth lo assassinò con un colpo di una pistola Derringer. L’omicidio era parte di una cospirazione per indebolire l’Unione. Lincoln fu il primo Presidente USA ad essere assassinato. Non è che Booth fece una fine migliore. Fuggì per mezza America finché, braccato, trovò rifugio in un fienile. All’ingiunzione delle autorità di arrendersi, l’attore pose un netto rifiuto. Le guardie all’epoca erano diverse da quelle di oggi, non andavano tanto per il sottile e diedero fuoco al fienile. Mentre l’attore tentava di fuggire dal rogo, il Colonnello Gonger dei servizi segreti gli sparò ferendolo mortalmente al collo.

Otto anni dopo…

White Legue e Ku Klux Klan

Era la domenica di Pasqua del 13 aprile 1873 a Colfax, in Louisiana. Un gruppo di uomini bianchi armati, tra cui membri della White League e del Ku Klux Klan, uccisero 280 neri. Per coloro che volessero saperlo, La White Legue non era una associazione dedita al baseball ma un’organizzazione paramilitare bianca. Il loro fine era quello di non far votare gli ex schiavi di colore. Lo storico Eric Foner descrisse il massacro come il peggior caso di violenza razziale durante la Ricostruzione. Nello scontro morirono anche tre uomini bianchi.

MARTIN LUTHER KING

Il Rev. Martin Luther King

Manco il Premio Nobel, leader dei diritti civili, sopravvisse alle feste pasquali. Alle 18:01 del giorno di Pasqua del 1968, Martin Luther King si trovava a Memphis, Tennessee, nella sua stanza, al secondo piano del Lorraine Motel in cui stava soggiornando. Il reverendo era uscito sul balcone per prendere una boccata d’aria quando James Earl Ray gli sparò con un fucile di precisione Remington 760. Il proiettile penetrò la guancia destra di King, spaccando la mascella e lacerando diverse vertebre fino a recidere la vena giugulare.

Portato di corsa al St. Joseph Hospital, i medici provarono a rianimarlo, ma tutto era ormai inutile. Alle 19:05 i medici lo dichiararono morto. Le sue ultime parole furono per il musicista Ben Branch, del quale era previsto un evento per quella sera. King disse: “Ben, make sure you play Take My Hand Precious Lord” in the meeting tonight. Play it real pretty.” (Ben non dimenticare di cantare “Prendi la mia mano Prezioso Signore” nell’incontro di questa sera. Cantalo molto bene).

Fu una Pasqua insanguinata, quella, ma a quanto pare non l’unica. Se il periodo natalizio è ritenuto il momento con il maggior numero dei suicidi, quello pasquale pare essere il preferito degli assassini. Ma continuiamo a frugare tra i ricordi.

QUANDO SI È NERVOSI…

1937: Robert George Irwin era un artista soprannominato “lo scultore pazzo”. Un giorno il Nostro era particolarmente contrariato per essere stato espulso dalla scuola dove lavorava. Visto che si era a Pasqua decise di fare “la festa” alla famiglia della locatrice del suo appartamento, Mary Gedeon. Quando i parenti arrivarono a casa della donna perché invitati a cena, scoprirono i corpi parzialmente vestiti e strangolati della poveretta e di sua figlia minore Veronica. Nella stanza attigua il corpo di Frank Byrnes, un cameriere inglese sordo, accoltellato diverse volte.

LA FAMIGLIA RUPPERT FESTEGGIA

James Ruppert all’epoca della strage

Era il 1975 a Hamilton negli USA. La famiglia Ruppert si sta preparando a festeggiare la Santa Pasqua. Di questa giornata ne diventeranno tristemente protagonisti.

Leonard Jr., la moglie Alma e gli 8 figli di età compresa fra i 4 e 17 anni, si recarono a Minor Avenue in Ohio, l’abitazione di James, per la tradizionale caccia alle uova di Pasqua.

Insomma un bel programma tutto familiare. James Ruppert che aveva dormito sino a tardi si preparò a riceverli: che diamine una festa tra parenti e con i bambinetti… . Appena alzato dal letto caricò la sua 375 Magnum, 2 pistole calibro 22 e scese in cucina. La madre e la cognata stavano preparando da mangiare mentre i bambini giocavano.

Con tutta la flemma di questo mondo tirò fuori la pistola uccidendo prima il fratello, poi la cognata e la madre. Nessuno aveva avuto il tempo di i reagire. Terminò l’opera uccidendo tutti gli otto figli di Leonard e Alma. Attualmente sta scontando due ergastoli.

LA SORPRESA DI DANA EWELL

Dana Ewell

Di Pasqua in Pasqua ecco la storia di Dana James Ewell. Il ragazzo frequentava l’ultimo anno del college ed era molto rispettato dai compagni. Un brutto giorno i suoi ricchi genitori gli comunicarono che lo avrebbero diseredato. Che poteva fare un giovanotto studioso e di buoni propositi ormai ridotto al lastrico?

Ewell aveva un caro amico e compagno di scuola, Joel Radovcich. Dato il rapporto amichevole che li legava, lo assunse in qualità di sicario per uccidere la madre, il padre, e la sorella maggiore proprio la domenica di Pasqua del 1992. Lo avrebbe pagato con una parte dell’eredità allora valutata intorno agli otto milioni di dollari. Al processo il povero figliolo si dichiarò innocente e in effetti non aveva ucciso di persona i suoi genitori. La cosa non servì a granché. Il 20 luglio 1998, giunse la condanna al carcere a vita per i due, senza possibilità di libertà condizionale.

UNA PASQUA RELIGIOSA

Vogliamo continuare? Bene. Ora una storia religiosa che ha avuto luogo nel 1980 sempre durante il festoso, ovaiolo, periodo. Dovete sapere che padre Gerald Robinson era cappellano del Mercy Hospital a Toledo, Ohio. Qui conobbe suor Margaret Ann Pahl di 71 anni. Per meglio solennizzare il giorno della Resurrezione, l’uomo di fede strangolò la religiosa accoltellandola successivamente trentuno volte. Nove di quelle ferite in forma di croce rovesciata. Da bravo sacerdote, successivamente, celebrò il funerale della malcapitata.

Circa 23 anni dopo, nel dicembre 2003, il caso di Margaret passò ad un riesame. Una donna aveva fatto cenno ad abusi fisici, psicologici e sessuali da parte di alcuni sacerdoti. Tra i nomi quello di padre Gerald. Si ritrovò, tra gli effetti personali del religioso, un tagliacarte affilato che corrispondeva alla forma delle ferite inferte dall’arma del delitto. Riconosciuto colpevole, il sacerdote finì in galera. Morì durante la detenzione nel 2014.

UNA TRADIZIONE LIGURE

Finalmente a casa! Voglio raccontarvi di quella che sembra essere una lunga tradizione ligure. La nostra storia vede, infatti, la santa festa oggetto di omicidi lungo un arco temporale di undici anni. Ne volete un assaggio?

1983, Lunedì di Pasqua: un commerciante di Bolzaneto, Giovanni Dessi di cinquantacinque anni fu ritrovato sulle alture di Sestri Ponente: era stato trapassato da sei coltellate, quattro al torace, due alla schiena.

26 marzo 1989, sempre la domenica di Pasqua. Un ragazzo di 18 anni massacrò, a colpi di pietra, Maria Adua Merio, 54 anni, moglie di un affermato architetto di Albizzate. La donna prendeva il sole sulla spiaggia di capo Mimosa, ad Andora, nella riviera ligure di Ponente. Il giorno dopo, Pasquetta, in un appartamento di Cornigliano, alla periferia genovese, un tossicodipendente uccise a colpi di forbici, in cucina, Caterina Marchi di 73 anni.

31 marzo 1991, era l’alba del giorno di Pasqua. Giovanni Fucci fu ucciso a revolverate. Era uno dei dodici figli di due personaggi di spicco della malavita genovese, Franco Fucci, detto “Mano e Pece” e Carmela Ferro, detta “Marechiaro”.

Ci spostiamo a Genova nel 2008, sempre nel santo giorno. Il luogo è il quartiere Molassana. Un giovane tunisino, non riuscendo a tollerare l’idea della fine del suo matrimonio, pensò bene di sgozzare la giovane moglie italiana di  23 anni per poi ferirsi  con la stessa arma, prima dell’arresto.

La serie continua dal 1999 al 2003…

Per continuare la serie di ferali eventi pasquali liguri nel 1996 all’antivigilia di Pasqua, sempre a Genova, ecco l’omicidio di una prostituta con un colpo di pistola al volto. Donato Bilancia, il serial killer ligure, contribuisce alla tradizione e uccide nel giorno di Pasqua 1998 l’infermiera milanese di 32 anni Elisabetta Zappetti. Il corpo è rinvenuto dentro la toilette del treno intercity La Spezia-Venezia. Nello stesso giorno un’ anziana muore a coltellate nella sua abitazione nella zona di Marassi!

PER TERMINARE

Attentato di Lahore

Un Kamikaze talebano nel 2016 a Lahore in Pakistan si fa esplodere “contro i cristiani che celebravano la Pasqua”, 72 morti tra cui 18 donne e 17 bimbi. Oltre 350 i feriti.

In Sri Lanka, invece,  era la domenica mattina del 2019 indovinate di quale festa? Bombe e kamikaze fecero 279 vittime e più di 500 feriti in otto attentati terroristici che presero di mira 3 chiese e 4 alberghi a Negombo (a nord nella capitale) e a Batticaloa (nel nordest).

Strage in Sri Lanka

Tralascio l’Ucraina che, anche in questo caso, sta subendo quel che sta subendo proprio nel periodo del saltabeccante coniglietto. Potrei continuare l’elenco degli assassinii perpetrati durante la festa all’infinito. Mi chiedo cosa accade alla gente in questo giorno… .

Dovrebbe essere, la Pasqua, una festa di felicità, almeno per i cristiani e invece giù omicidi, stragi e chi più ne ha più ne metta.

Leo ma ci dici queste cose proprio in questo fausto giorno?”  Preferivate che scrivessi di agnellini sacrificati sulle tavole nostrane, delle uova di cioccolata o magari delle specialità tipiche che si consumano nella Santa Domenica?

Questa volta poniamo l’accento su un insolito, diverso, aspetto della festa che non sempre abbiamo considerato. Vi faccio tanti auguri di gran cuore ma… occhio a Pasqua! Quando arriva questo fatidico giorno non mi sento tanto tranquillo. Per qualcuno è stata una vera giornataccia al punto da rimetterci la ghirba.

Un saluto da un metro e mezzo di distanza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.