Museo Cascella, torna “Genova” il primo pannello finemente restaurato de “La vera Cabala del Lotto”  

Al Museo Cascella c’è una scala che a salirla si resta incantati, catturati dalle scene riprodotte negli otto pannelli che costituiscono “La vera Cabala del Lotto”, opera di Pietro Cascella realizzata nel 1942.

Adornano le balaustre delle due rampe che dal piano inferiore portano al piano superiore del museo.

Da lungo tempo i pannelli necessitavano di un importante lavoro di restauro che è cominciato sei mesi fa con il primo pannello – “Genova” – grazie alla donazione liberale di Luigi Di Fabio, il proprietario del Bar Roberto che, da qualche mese gestisce anche il Caffè Letterario, dell’Inner Wheel, club service che ha già arricchito il Museo delle Genti d’Abruzzo con una collezione di bambole dal mondo e delle donazioni personali dei privati che, considerate un valore aggiunto, connotano ancor più forte il legame delle istituzioni museali con la città.

L’importante e certosino lavoro di restauro è stato eseguito dalla restauratrice Chiara Russo ad iniziare dal pannello che più di tutti mostrava evidenti tracce del passar del tempo, trascorso senza interventi né di restauro né di conservazione.

Chiara Russo

Domenica 22 maggio alle ore 18, presso il Salone del Museo Cascella a Pescara verrà presentata alla cittadinanza un’opera che oggi torna a vita nuova ma non solo; verrà presentato anche tutto il materiale, tutte le fasi e tutti gli interventi eseguiti per restituire ad un pregevole opera una vita nuova.

In realtà, nel corso del restauro, il museo ha aperto le porte al pubblico e a piccoli gruppi di persone che hanno potuto assistere alle fasi di pulizia e sistemazione.

La direttrice della Fondazione Genti d’Abruzzo Letizia Lizza ha espresso grande soddisfazione per il completamento dell’intervento di restauro, sottolineando che “e’ un lavoro importante che speriamo possa continuare anche sugli altri pannelli della scala; il primo passo è stato compiuto; ora, proseguendo sulla strada della collaborazione con il tessuto sociale, nutriamo forti speranze di farcela a portare avanti il restauro anche degli altri pannelli”.

Del resto, come ha tenuto a mettere in evidenza il presidente della Fondazione Emilio Della Cagna coinvolgere la cittadinanza e condividere con essa la cura di beni unici, è un modo per avvicinare le persone alla vita vera dei nostri musei, al grande lavoro necessario per mantenere alto la qualità dei beni che custodiamo che, in quanto passato del territorio, costituiscono la matrice del nostro presente”.

«I beni che custodiamo fanno parte del passato del nostro territorio, sono la matrice del nostro presente – sottolinea Della Cagna – ed è anche per questa ragione che abbiamo voluto condividere con il pubblico la cura di un pezzo unico.

È un modo per avvicinare le persone alla vita vera dei nostri musei, a tutto il grande lavoro necessario per mantenere alto il livello delle nostre esposizioni permanenti».

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